Mar d’Azov: Merkel chiama Putin

Pubblicato il 27 novembre 2018 alle 13:53 in Russia Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Su iniziativa della controparte tedesca, il presidente della Federazione russa Vladimir Putin ha tenuto una conversazione telefonica con la cancelliera Angela Merkel sull’incidente tra la marina russa e tre navi da guerra ucraine nel Mar Nero. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del Cremlino.

“È stato discusso il pericoloso incidente avvenuto il 25 novembre scorso nelle acque tra il Mar d’Azov e il Mar Nero. Vladimir Putin ha sottolineato le azioni provocatorie della controparte ucraina, la grave violazione del diritto internazionale delle navi militari di Kiev, che intenzionalmente hanno ignorato le regole di passaggio inoffensivo nelle acque territoriali russe” – si legge nel comunicato pubblicato al termine della conversazione fra i due leader.

Il Presidente russo ha espresso “grave preoccupazione per le decisioni di Kiev che hanno portato le loro forze armate in codice rosso e per la dichiarazione della legge marziale”. Inoltre, Putin ha ricordato che il governo ucraino ha la piena responsabilità per la creazione di un’ennesima situazione di conflitto nella regione, con tutti i rischi connessi.

“Tutto questo è stato chiaramente intrapreso in funzione della campagna elettorale in corso in Ucraina” ha affermato il leader del Cremlino. Inoltre, Putin ha espresso la speranza che Berlino influenzi positivamente le autorità ucraine, per impedire loro ulteriori “passi frettolosi”. Putin ha assicurato alla cancelliera Merkel che i rappresentanti della Guardia di Frontiera saranno pronti a dare ulteriori spiegazioni su come si sono svolti gli eventi nella zona dello stretto di Kerč’. 

Domenica mattina le navi ucraine”Berdjansk”, “Nikopol” e il rimorchiatore “Jana Kapu” si sono dirette verso lo stretto che separa il Mar Nero dal Mar d’Azov. Secondo Mosca le tre navi militari, violando gli articoli 19 e 21 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, hanno attraversato il confine di stato marittimo della Federazione russa, senza autorizzazione. Mosca ha dunque ordinato la chiusura dello stretto alla navigazione. Ciononostante le tre navi sono entrate nel bacino temporaneamente chiuso e nel corso di poche ore hanno realizzato pericolose manovre, non rispondendo alle richieste della marina militare russa di interrompere le operazioni, definite provocazioni da Mosca, e di uscire dalle acque territoriali della Federazione.

La marina militare russa ha proceduto, di fronte alla negativa risposta della flottiglia ucraina, a sequestrare i tre natanti. Kiev accusa i russi di aver attaccato le navi ucraine, causando danni al motore e allo scafo della Jana Kapu. Mosca sottolinea che l’incidente è accaduto a circa 20 chilometri dalla costa russa e a 50 chilometri a sud-ovest dal solito luogo di passaggio delle navi nello stretto di Kerč’, il che starebbe a sottolineare l’intento provocatorio della manovra ucraina. Tre militari ucraini sono stati leggermente feriti, tradotti a terra in territorio russo e curati. Non sarebbero in pericolo di vita. 

Le autorità russe hanno iniziato un procedimento per violazione del confine di stato. La Russia ha proposto di discutere la situazione nel Mar D’Azov al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma la maggioranza dei votanti ha bloccato l’iniziativa. In Ucraina su iniziativa del presidente  Petro Poroshenko e del Consiglio di sicurezza nazionale è stata introdotta la legge marziale per un periodo di 30 giorni, l’esercito e il servizio di sicurezza sono in stato d’allerta. Il presidente USA Donald Trump ha affermato che si sta lavorando e che spera che “l’incidente possa essere risolto in fretta e senza ulteriori danni”La NATO ha chiesto a Mosca di restituire le tre navi sequestrate.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.