Mali: ucciso membro chiave di Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin in raid francese

Pubblicato il 27 novembre 2018 alle 6:01 in Africa Mali

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Un membro chiave dell’organizzazione estremista Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM) nel corso di un raid delle forze francesi in Mali. La notizia è stata annunciata dal portavoce dell’esercito maliano, il colonnello Diarran Kone, il quale ha spiegato che si tratta di Amadou Koufa, senza tuttavia aggiungere dettagli. Secondo fonti dell’esercito francese, il combattente sarebbe morto a causa delle ferite riportate, nel corso di un’operazione volta a colpire altri 30 membri del gruppo, nella foresta di Wagadou.

Al momento, JNIM non ha ancora confermato la morte di Koufa, un predicatore che è uno dei vice di Iyad Ag Ghali, il leader dell’organizzazione. Fondata dall’un ione di diversi gruppi armati locali nel marzo 2017, JNIM si è poi affiliata ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). A settembre, gli Stati Uniti l’hanno aggiunta alla lista delle organizzazioni terroristiche straniere.

Come riporta il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, le regioni settentrionali del Mali, in gran parte non governate, insieme al centro del Paese e alle regioni di confine con il Burkina Faso e il Niger, sono teatro di attività terroristiche. La lenta attuazione dell’accordo di pace raggiunto nel giugno 2015 tra il governo maliano e due coalizioni di gruppi armati sta ostacolando il ripristino dei servizi pubblici e della sicurezza. Nel corso dell’anno passato, le autorità di Bamako hanno continuato a fare molto affidamento sulla MINUSMA e sulle forze francesi, per contribuire a stabilizzare e proteggere le regioni settentrionali. I gruppi terroristici hanno intensificato i loro attacchi nei confronti di tutti i firmatari dell’accordo, compresi ex gruppi ribelli con i quali si erano alleati per un certo periodo di tempo.

Dal 2012, il Mali è scosso da una guerra che è scaturita da un colpo di Stato, avvenuto il 21 marzo di quell’anno, e dalle offensive portate avanti dal Movimento Nazionale di Liberazione dell’Azawad, a prevalenza tuareg, e dagli islamisti, a partire dal dicembre 2012. L’obiettivo del movimento è quello di rendere la regione di Azawad, situata nel nord del Paese, indipendente dal governo di Bamako. Nonostante l’intervento francese nel gennaio 2013, volto a ristabilire la sovranità delle autorità maliane sui territori settentrionali, le trattative di pace sono fallite diverse volte così che, ancora oggi, il conflitto viene considerato in corso.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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