Siria: governo e gruppi di ribelli si scambiano prigionieri

Pubblicato il 26 novembre 2018 alle 6:01 in Siria Turchia

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Il governo siriano e i gruppi dei ribelli hanno compiuto uno scambio di prigionieri nel nord della Siria, secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri turco. La mossa è vista come il primo passo verso la costruzione della fiducia fra le due parti.

Lo scambio di sabato 24 novembre fa parte di un progetto pilota preparato da un gruppo formato durante il processo di pace d Astana tra Turchia, Iran, Russia e le Nazioni Unite, per indagare sulle persone scomparse e rilasciare coloro che sono stati trattenuti. Il Ministero turco non ha specificato quante persone siano state scambiate, ma l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato che le fazioni ribelli hanno rilasciato 10 ostaggi in cambio di 10 persone trattenute dalle forze del governo. Lo scambio è avvenuto nella zona di Abu Zindeyn, a sud di al-Bab, un’area sotto controllo dei ribelli. L’agenzia siriana SANA ha comunicato che 9 uomini e 1 donna sono stati liberati dai combattenti, che li trattenevano nelle campagne di Aleppo.

La Russia, l’Iran e la Turchia stanno lavorando insieme per percare di portare la pace in Siria, grazie al processo di Astana. Ogni Paese ha un ruolo nel conflitto, cominciato a marzo 2011. Mosca e Teheran erano intervenute a sostegno del governo siriano, assicurandone la sopravvivenza, mentre Ankara si era schierata a supporto dei gruppi di ribelli nella parte settentrionale del Paese, anche per prevenire che i curdi siriani stabilissero il loro controllo ed espandessero il loro territorio lungo il confine turco. I tre Paesi hanno giustificato la loro entrata nel conflitto dichiarando di voler sconfiggere i combattenti dell’ISIS e altri jihadisti nelle regioni settentrionali del Paese.

Il processo di Astana era stato lanciato in seguito all’intervento militare russo in Siria, che aveva fatto andare la situazione a favore del regime del presidente del Paese, Bashar al-Assad. Tali negoziati hanno poi gradualmente oscurato il quadro di negoziati sponsorizzati dalle Nazioni Unite, noto come il processo di Ginevra, ai quali hanno partecipato gli Stati Uniti e alcune nazione europee, che potrebbero diventare donatori fondamentali per il programma di ricostruzione della Siria dopo la fine del conflitto. Sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea si oppongono ad Assad e alla presenza di combattenti iraniani e comandati dall’Iran in Siria.

Il conflitto siriano cominciò il 15 marzo 2011, quando il regime di Assad rispose con violenza alle proteste pacifiche che richiedevano riforme democratiche, durante l’ondata di tensioni durante la Primavera Araba. Tale intervento militare aveva fatto scoppiare una ribellione armata, alimentata da diserzioni di massa da parte dell’esercito siriano. Centinaia di migliaia di civili sono stati uccisi nel conflitto, la maggior parte dal regime e dai suoi potenti alleati, mentre altri milioni sono stati costretti a fuggire all’interno e all’esterno della Siria. L’ultimo attacco è avvenuto tra sabato 24 e domenica 25 novembre, quando un’offensiva contro i ribelli attraverso agenti chimici ha ferito oltre un centinaio di persone ad Aleppo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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