Scontri tra Russia e Ucraina a largo della Crimea

Pubblicato il 26 novembre 2018 alle 12:32 in Russia Ucraina

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Il tentativo di tre navi ucraine di attraversare lo stretto di Kerč’, che separa il Mar d’Azov dal Mar Nero, ha fatto salire la tensione tra Mosca e Kiev, giunte a un passo dallo scontro nel pomeriggio di domenica 25 novembre. La Federazione russa ha accusato l’Ucraina di aver violato le sue acque territoriali e ha chiuso lo stretto di Kerč’ alla navigazione.

Secondo l’Ucraina le due corazzata Berdjansk e Nikopol e il rimorchiatore Jana Kapu stavano effettuando un trasferimento di routine dalla base di Odessa, nel Mar Nero, a quella di Mariupol’, nel Mar d’Azov. Kiev afferma di aver avvertito secondo le norme internazionali dello spostamento della flottiglia. La guardia costiera russa avrebbe manifestato immediatamente intenzioni aggressive nei confronti delle tre navi militari ucraine, aprendo anche il fuoco e danneggiando il motore e lo scafo del rimorchiatore Jana Kapu.

Il Servizio Federale di sicurezza russo (FSB) sostiene invece che Kiev non abbia avvertito Mosca dell’avvicinamento delle navi da guerra alle acque territoriali russe ed ha definito l’azione ucraina “una provocazione bella e buona”. Provocazione contro cui Mosca ha intenzione di prendere “tutte le misure necessarie”.

Fonti della marina russa hanno affermato che le navi ucraine sarebbero pronte ad autoaffondarsi nello stretto di Kerč’ per obbedire agli ordini del presidente Petro Poroshenko. L’ammiraglio Nenašev, comandante della flotta russa, ha affermato che “le autorità ucraine stanno ampliando l’aggressione nella regione del Mar Nero-Azov perché tutto ciò che fanno sulla terraferma non ha alcuna risonanza, quindi sono passati al mare. Siamo solo all’inizio, le loro provocazioni aumenteranno”. Le guardie di frontiera della Russia e i marinai della flotta del Mar Nero, secondo l’ammiraglio Nenašev “erano coscienti della probabilità di provocazioni da parte dell’Ucraina, avevano previsto la situazione e ed erano pronti ad affrontarla”.

La dura risposta di Mosca ha costretto Kiev a ordinare l’interruzione delle operazioni nella serata di domenica 25 novembre e a decretare la mobilitazione dell’esercito alle prime ore di lunedì 26.  Il ministero della difesa ucraino ha annunciato infatti la mobilitazione delle proprie forze armate. L’ordine è stato diramato sulla base della decisione del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa (NSDC), riguardo all’introduzione della legge marziale. “Le misure di controspionaggio sono state rafforzate per prevenire altre provocazioni da parte dell’intelligence russa sul territorio dell’Ucraina e la destabilizzare della situazione all’interno del paese” – si legge nella nota del ministero di Kiev. Le autorità della Crimea hanno avvertito il governo centrale che con la mobilitazione dell’esercito sono possibili provocazioni anche al confine terrestre. 

Il vice-presidente del Parlamento di Simferopoli Efim Fiks, frattanto, ha promesso che le azioni delle navi della marina ucraina non rimarranno senza risposta. “Saranno prese misure adeguate per non permettere a questi personaggi di continuare a credere che a loro tutto è permesso, perché li supportano gli Stati Uniti e i paesi europei” – ha affermato Fiks.

L’Unione Europea ha chiesto moderazione ai due contendenti ed ha invitato Mosca a riaprire lo stretto di Kerč’ alla navigazione. Nelle prossime ore è convocato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU per discutere della situazione nel Mar d’Azov. 

Aleksej Volkov, direttore dell’impresa che gestisce i porti della Crimea, ha affermato all’agenzia di stampa russa Ria Novosti che sin dalle prime ore di lunedì 26 novembre il traffico marittimo nella zona dello stretto di Kerč’ è ripresa regolarmente. 

Un accordo del 2003 stabilisce che il Mar d’Azov è un mare interno a gestione congiunta russo-ucraina e che le navi dei due paesi possano navigarvi liberamente nei limiti del rispetto del diritto del mare, assieme a tutte le navi di paesi terzi invitate di comune accordo da Ucraina e Russia. Dal 2014, con l’annessione della Crimea, la Russia ha assunto il controllo di entrambe le sponde dello stretto di Kerč’, da cui si controlla l’ingresso al Mar d’Azov e lo scorso maggio ha inaugurato un ponte che unisce la Crimea al territorio di Krasnodar’, sulla sponda orientale. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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