Manifestazioni a Budapest in difesa dell’università di Soros

Pubblicato il 26 novembre 2018 alle 16:20 in Europa Ungheria

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Migliaia di persone hanno preso parte ad una manifestazione studentesca a Budapest, domenica 15 novembre, per chiedere il rispetto della libertà studentesca e per protestare contro l’esecutivo ungherese, che si oppone alla permanenza in Ungheria dell’università fondata dal filantropo George Soros.

La fondazione della Central European University risale al 1991, per opera di George Soros, miliardario nato a Budapest e naturalizzato statunitense. L’ateneo privato conta circa 1400 studenti provenienti da più di 130 Paesi, soprattutto dell’Europa dell’est. Questo si presenta come un nuovo modello per gli studi legati alle più recenti sfide economiche, sociali e politiche, nonché una fonte di sostegno per la costruzione di una società aperta e democratica che rispetti i diritti umani.

L’università ha annunciato un possibile trasferimento a Vienna nel caso in cui il governo non firmi, entro il primo dicembre, un accordo che garantisca un quadro giuridico che renda possibile la sua permanenza in Ungheria. Ciò era già stato anticipato il 25 ottobre dal rettore dell’università, Michael Ignatieff, che ad una conferenza aveva dichiarato: “Non possiamo operare in Ungheria come un’istituzione libera accreditata dagli Stati Uniti, e saremo costretti a lasciare una città che è stata la nostra casa per 26 anni”. Il problema sta nel fatto che, per più di un anno, l’esecutivo e l’università non sono riusciti a trovare un accordo sullo status dell’ateneo. Il governo ungherese ha sempre affermato che le sue mosse contro la Central European University sono puramente procedurali, specificando di aver preso di mira l’ateneo poiché rilascia sia titoli ungheresi che statunitensi, come riferisce il Guardian.

L’esecutivo ungherese non vede di buon occhio Soros, che è  stato accusato da Orban di incoraggiare le migrazioni di massa per indebolire l’Europa, come riportato sul New York Times. Il Primo ministro Ungherese è molto critico nei confronti delle politiche migratorie dell’Unione Europea, a cui si è opposto costruendo, nel 2015, un muro al confine meridionale del suo Paese, affermando che proteggere i confini esterni dell’UE fosse l’unico modo per preservare i valori cristiani, come riportato dal quotidiano americano. George Soros si è difeso da tali accuse affermando che il suo supporto nei confronti dei rifugiati fa parte della sua missione umanitaria.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Ungheria, David Cornstein, ha reso l’accordo tra Budapest e l’ateneo fondato da Soros una delle sue massime priorità da quando è arrivato in Ungheria quest’estate, sottolineando l’importanza che l’università ricopre sia per i democratici che per i repubblicani. “Durante i miei primi 100 giorni, ho dedicato più tempo alla Central European University che a qualsiasi altra questione”, ha spiegato l’ambasciatore americano, sottolineando la centralità di questa tematica che, lo scorso fine settimana, ha portato migliaia di persone in piazza.

A prendere parte alla manifestazione non sono stati solo gli studenti dell’ateneo fondato da Soros, ma anche di altre università ungheresi, tra cui la storica Eötvös Loránd University (ELTE), fondata nel 1935. “Se non ci facciamo valere per la Central European University, la prossima volta sarà il turno della ELTE”, ha dichiarato uno studente giordano iscritto alla ELTE, sceso in piazza il 25 novembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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