Cisgiordania: ucciso un palestinese che si era scagliato contro soldati israeliani

Pubblicato il 26 novembre 2018 alle 17:22 in Israele Palestina

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Un palestinese è stato ucciso dall’esercito israeliano dopo che si era scagliato alla guida di un’auto contro un gruppo di soldati presso una strada di congiunzione vicino all’insediamento di Karmei Tzur, a Nord di Hebron, in Cisgiordania. La Palestinian Red Crescent Society (PRCS) ha reso noto che l’aggressore era Ramzi Abu Yabis, del campo di rifugiati di Dheisheh a Betlemme.

Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano The Times of Israel, 3 soldati sono rimasti lievemente feriti nell’incidente, di cui uno alla testa. Sono in corso le indagini per far luce sull’accaduto. In un comunicato dell’esercito israeliano si legge che “un terrorista si è scagliato contro 3 soldati mentre stavano presiedendo alcuni lavori di costruzione sulla strada tra Beit Ummar e El-Aroub”.

L’aggressore, 32enne, era il Capo del dipartimento degli infermieri presso l’Arab Rehabilitation Society di Betlemme. Al-Jazeera Enlgish ha riportato che, secondo fonti palestinesi, gli israeliani hanno negato qualsiasi soccorso medico all’uomo dopo che i soldati gli avevano sparato.

Nonostante la comunità internazionale consideri l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele un’attività illegittime, il Paese continua ad annunciare nuovi piani per la costruzione di numerose case in Cisgiordania. L’occupazione e il colonialismo sono giustificati legalmente se effettuate in brevi periodi e, soprattutto, in condizioni anormali “che conducono senza esitazione all’autodeterminazione e alla sovranità”, come spiegato dal relatore speciale dell’Onu, Michale Lynk nel proprio rapporto del 2017 all’Assemblea Generale delle Naioni Unite. 

Nel corso dei due anni passati, da quando Donald Trump è stato nominato presidente degli Stati Uniti, l’occupazione israeliana si è espansa. Nel 2017 e nel 2018 sono state rispettivamente 3.154 e 3.167 le offerte di unità abitative, contro le sole 46 nel 2016. Attualmente, ci sono circa 600.000/750.000 i coloni illegali che vivono in circa 150 insediamenti tra la Cisgiordania e Gerusalemme Est. Si tratta di una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra, secondo l’Onu, che proibisce agli Stati di trasferire i loro cittadini in una terra occupata, nonché un presunto crimine di guerra ai sensi dello Statuto di Roma del 1998 che istituisce la Corte penale internazionale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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