Trump: migranti rimarranno in Messico fino ad approvazione richiesta d’asilo

Pubblicato il 25 novembre 2018 alle 13:12 in Messico USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il leader della Casa Bianca, Donald Trump, ha dichiarato che i migranti che si trovano al confine tra Messico e Stati Uniti rimarranno su territorio messicano fino a quando le loro richieste d’asilo non verranno approvate individualmente dai tribunali statunitensi. Tuttavia, Città del Messico ha dichiarato di non aver stretto alcun accordo a riguardo.

“Ai migranti al confine meridionale non verrà permesso di entrare negli Stati Uniti fino a quando le loro richieste non saranno individualmente approvate in tribunale. Permetteremo l’entrata solamente a coloro che vogliono accedere al nostro Paese legalmente. A parte ciò, la nostra politica è catturare e arrestare. Nessuno verrà ‘rilasciato’ negli Stati Uniti” si legge nel tweet pubblicato da Trump, sabato 24 novembre. “Rimarranno tutti in Messico” ha aggiunto poi il presidente in un altro post, minacciando altresì di chiudere la frontiera meridionale statunitense, se necessario.

Il Washington Post aveva pubblicato un resoconto sul presunto accordo tra l’amministrazione Trump e il governo messicano, noto con il nome di “Remain in Mexico”. Secondo il quotidiano, il piano prevede che i migranti rimarranno nel Paese latinoamericano per tutto il tempo necessario a processare le loro richieste, mettendo così fine al sistema definito “catch and release”, catturare e rilasciare, che fino ad ora ha spesso permesso a coloro che cercavano rifugio negli Stati Uniti di rimanere su territorio statunitense anche senza avere i documenti necessari. Inoltre, l’articolo cita alcuni funzionari messicani e membri senior del team di transizione del nuovo presidente, Andres Manuel Lopez Obrador, dichiarando che l’accordo modificherà le regole di asilo e costituirà un nuovo ostacolo per i migranti latinoamericani che fuggono verso gli Stati Uniti.

Il nuovo vice ministro degli Interni messicano, Zoe Robledo, ha dichiarato che i dettagli dello schema “Remain in Mexico” devono essere ancora definiti e che l’obiettivo è permettere a tutti coloro che lasciano i loro Paesi di trovare un posto dove vivere in Messico, se è quella la loro decisione. Robledo ha comunicato che il nuovo governo vuole trovare lavoro ai migranti latinoamericani in settori a corto di personale. Da parte sua, Lopez Obrador ha promesso di cercare di eliminare le cause della migrazione, creando più posti di lavoro e migliorando le condizioni di vita sia in Messico sia in America centrale. In cambio, il presidente spera che Trump e il governo canadese accettino di aiutare a migliorare lo sviluppo economico della regione. Anche il leader uscente messicano, Enrique Pena Nieto, aveva cercato di tamponare il flusso di migranti verso gli Stati Uniti offrendo loro lavoro, ricevendo in cambio supporto per il settore privato.

Tuttavia, il nuovo ministro dell’Interno messicano, Olga Sanchez Cordero, ha dichiarato che il nuovo governo, che si insedierà l’1 dicembre, è in trattative con Washington in relazione ai migranti, ma ha sottolineato che non è possibile stringere alcun tipo di patto poiché i membri di tale governo non sono ancora ufficialmente in carica. Il ministro degli Interni del Messico non ha esplicitamente escluso che il suo Paese possa tenere la carovana di migranti sul suo territorio, mentre le richieste d’asilo vengono processate negli Stati Uniti. Inoltre, la Sanchez ha escluso che il Messico verrà dichiarato “Paese sicuro” per i richiedenti asilo. Se il Paese dovesse essere considerato tale, i migranti dovrebbero necessariamente richiedere lo status di rifugiati su territorio messicano, e non negli Stati Uniti. Tuttavia, molti attivisti a favore dei migranti da tempo sostengono che il Paese non ha le condizioni di sicurezza adatte per offrire un posto sicuro a coloro che scappano dalle violenze in America centrale.

Jenna Gilbert, avvocato per l’ufficio di Los Angeles dell’organizzazione umanitaria Human Rights First, ha definito “illegale” il piano di Trump, e si è detta certa che l’amministrazione dovrà nuovamente rispondere di tali attività in tribunale. Anche la direttrice statunitense della Human Rights Watch, Alison Leal Parker, ha dichiarato che il piano è “un tentativo patetico degli Stati Uniti di sottrarsi alle proprie responsabilità. Secondo la donna, il rischio è che i rifugiati potrebbero cercare di entrare nel Paese in altri modi pericolosi, incluso utilizzando i trafficanti di persone, che aumenteranno in questo modo il loro potere.

Il presidente statunitense sta cercando di bloccare la carovana di migranti proveniente dall’America centrale e di impedirne l’entrata negli Stati Uniti. Trump ha ordinato di respingere la richiesta d’asilo a tutti gli immigrati che entreranno illegalmente nel Paese dal Messico. Tuttavia, tale ordine è stato temporaneamente bloccato da un giudice statunitense. Inoltre, il leader della Casa Bianca ha altresì schierato l’esercito alla frontiera e ha autorizzato l’uso della forza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.