Siria: attacco chimico ad Aleppo, oltre 100 feriti

Pubblicato il 25 novembre 2018 alle 11:48 in Medio Oriente Siria

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Un’offensiva dei ribelli ha ferito oltre un centinaio di persone ad Aleppo, in Siria, in quello che probabilmente è stato un attacco chimico al gas cloro, il primo del genere sulla città.

L’offensiva ribelle, condotta ad Aleppo nella notte tra sabato 24 e domenica 25 novembre, ha causato problemi respiratori a dozzine di cittadini. L’agenzia di stampa locale SANA ha reso noto che, domenica, 107 persone sono rimaste ferite ad Aleppo dopo che i militanti ribelli hanno condotto un attacco in 3 distretti della città usando proiettili contenenti un gas che ha indotto i bersagli colpiti al soffocamento. Immagini e riprese della situazione divulgate da SANA mostrano l’intervento del personale sanitario che assiste le vittime, posizionate sulle barelle e aiutate nella respirazione con maschere a ossigeno. Si tratta del bilancio di feriti più letale nella città da quando, 3 anni prima, le forze governative di Damasco e i loro alleati avevano ripreso possesso di Aleppo strappandola ai ribelli. Questi ultimi negano l’uso di armi chimiche nell’attacco odierno e accusano il governo di Damasco di volerli incastrare.

“Gli ordigni esplosivi utilizzati contengono gas tossico che ha causato il soffocamento tra i civili”, ha riferito ai media statali il comandante della polizia di Aleppo, Issam al-Shilli, aggiungendo che i feriti sono stati scortati all’ospedale di al-Razi e all’ Aleppo University Hospital per ricevere cure immediate. Il presidente del Sindacato dei Medici di Aleppo, Zaher Batal, ha affermato che non è ancora in grado di confermare quale tipo di gas sia stato utilizzato, ma lui e il suo team sospettano si tratti di gas al cloro, e si sono basati su questo assunto per trattare i sintomi dei pazienti. Tra i sintomi riscontrati, Batal annovera difficoltà respiratorie, infiammazione oculare, tremori, spasmi e svenimenti. Il medico ha definito l’offensiva di domenica come il primo attacco chimico ad Aleppo durante i 7 anni della guerra civile siriana, scoppiata il 15 marzo 2011.

Abdel-Salam Abdel-Razak, un ufficiale appartenente alla fazione ribelle Nour el-Din al-Zinki, ha respinto la responsabilità del gruppo, scrivendo su Twitter che i ribelli non detengono arsenali chimici e non hanno la capacità di produrli. L’uomo ha affermato quindi che il “regime criminale, istruito dalla Russia, sta cercando di accusare i ribelli di usare sostanze tossiche ad Aleppo”, e ha dichiarato che si tratta “puramente di una bugia”.

Mosca, alleato-chiave di Damasco, ha prontamente accusato i ribelli di aver usato gas clorino nell’attacco, avvelenando 46 persone di cui 8 bambini. Il Ministero della Difesa russo ha reso noto che l’offensiva ribelle è stata avviata da un territorio controllato da ex-militanti di al-Qaeda nella roccaforte insurrezionalista di Idlib. La Russia ha inoltre informato che si consulterà con i leader della Turchia, la quale appoggia alcune fazioni ribelli e ha mediato per consentire un cessate-il-fuoco con Mosca nella regione siriana di Idlib.

Il giorno precedente, sabato 24 novembre, i bombardamenti condotti dalle truppe governative siriane in un villaggio della provincia settentrionale di Idlib, in mano ai ribelli, avevano provocato la morte di 9 persone. Il villaggio colpito si trova nella cosiddetta “zona demilitarizzata”, territorio cuscinetto largo dai 15 ai 20 chilometri sulla cui istituzione quale era stato raggiunto un accordo tra i leader di Mosca e Ankara in data lunedì 17 settembre.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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