Cina e Russia: il ponte di confine vedrà la luce?

Pubblicato il 25 novembre 2018 alle 12:31 in Cina Russia

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La Cina e la Russia saranno collegate da un ponte autostradale entro la fine del 2019, un progetto infrastrutturale inscritto nell’iniziativa Belt and Road del governo cinese che dovrebbe, secondo le voci ufficiali di Mosca e Pechino aumentare i commerci bilaterali e i contatti tra le zone di confine tra i due Paesi. I lavori di realizzazione del ponte, però, sono indietro sulla tabella di marcia e gli abitanti della zona lo guardano con scetticismo.

Il nuovo ponte – i cui lavori di costruzione sono iniziati nel 2016 e dovrebbero essere completati entro il mese di ottobre 2019, ma risultano ancora in uno stato di avanzamento parziale – collegherà la Cina e la Russia nelle lungo la linea di confine segnata dal corso del fiume Heilongjiang (Amur in russo) lunga ben 4200 km.

Sulla sponda cinese dello Heilongjiang sorge la città di Heihe, parte integrante della provincia settentrionale cinese che prende lo stesso nome del fiume che l’attraversa, Heilongjiang, mentre su quella russa la città di Blagoveshchensk. La zona di confine ha vissuto direttamente i cambiamenti nei rapporti bilaterali sino-russi dell’ultimo secolo. Nel 1969, le città di confine sono state terreno di scontro vero e proprio durante la guerra di confine tra Mosca e Pechino, per poi diventare, negli ultimi 50 anni, il simbolo della strategia di contenimento reciproco tra i due Paesi. Ora le cose sembrano essere cambiate.

Sullo sfondo di relazioni bilaterali sempre meno tese tra Russia e Cina, la zona di confine dovrebbe divenire un nuovo centro per lo sviluppo dell’interscambio bilaterale e per l’accesso dei turisti russi in Cina. Il nuovo ponte sullo Heilongjiang dovrebbe, man mano, sostituire l’attuale collegamento via traghetto tra le due rive che risulta particolarmente ostico soprattutto in inverno, quando le acque del fiume ghiacciano completamente.

Secondo le stime governative ufficiali, il nuovo ponte permetterà un incremento di 10 volte dei volumi di cargo tra Pechino e Mosca e raddoppierà il numero dei passeggeri che si spostano da un lato all’altro del confine entro il 2020.

Il nuovo ponte sospeso sarà il primo a collegare il nord-est della Cina e l’estremo est della Russia e sarà un ponte cablato lungo 1,28 km, parte di una nuova autostrada dalla lunghezza totale di 19,9 km. Un terzo del progetto infrastrutturale ricade sul territorio cinese e l’investimento totale previsto ammonta a 2,24 miliardi di renminbi (322 milioni di dollari statunitensi).

Il progetto ricade sotto l’egida dell’iniziativa Belt and Road – il grande piano infrastrutturale lanciato da Xi Jinping per collegare Asia, Europa e Africa puntando a ricreare le antiche rotte delle Vie della Seta, sia per terra che per mare – e rappresenterà uno snodo importante per la realizzazione del Corridoio Economico Cina-Mongolia-Russia. Il Corridoio Economico – uno dei 7 totali previsti dal Belt and Road – prevede la creazione, per ora ancora incompleta, di una rete stradale e ferroviaria che parta da Tianjin in Cina e passi per Ulaanbaatar, in Mongolia, per raggiungere Ulan Ude in Russia.

Secondo quanto riportato da The Diplomat, nella zona di confine la consapevolezza della popolazione in merito al ponte è limitata e, soprattutto, in molti non lo associano al Belt and Road. La ragione è nel fatto che un primo accordo per la creazione di un ponte tra Heihe e Blagoveshchensk era già stato siglato nel 1995 dagli allora leader di Cina e Russia, Boris Yeltsin e Jiang Zemin.

Attualmente, i lavori di costruzione del ponte sul fronte cinese sembrano essere più avanzati rispetto a quelli sulla sponda russa e secondo il reportage pubblicato da The Diplomat, secondo gli abitanti di Heihe, il ritardo nella costruzione del ponte sarebbe completamente da imputare alla controparte russa.

Si tratta di una visione condivisa anche da molti analisti russi, i quali ritengono che i progetti di confine sono stati lenti nella realizzazione a causa della burocrazia regionale e dei problemi a livello finanziario da parte della Russia. Un esempio di un programma di cooperazione finito senza portare risultati concreti è quello del progetto durato nove anni per la sinergia tra il nord-est della Cina, l’estremo-est della Russia e la Siberia, conclusosi nel 2018.

Se il ponte sullo Heilongjiang verrà effettivamente completato, anche se in ritardo rispetto ai tempi previsti – ottobre 2019 – potrebbe divenire l’eccezione che conferma la regola e la prova che le strategie di politica estera e di vicinanza tra Mosca e Pechino volute dai loro presidenti Vladimir Putin e Xi Jinping possono portare a risultati fattivi. La Russia ha, dal lancio dell’iniziativa nel 2013, ricevuto 46 milioni di dollari di finanziamenti legati al Belt and Road. La realizzazione del ponte di confine potrebbe spingere la Cina a investire di più nell’estremo oriente russo con altri progetti infrastrutturali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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