Turchia: reticenze su avamposti USA al confine con la Siria

Pubblicato il 24 novembre 2018 alle 17:26 in Turchia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo di Ankara è reticente in merito al progetto americano volto a creare avamposti di osservazione antiterroristici lungo il confine tra Siria e Turchia.

Sabato 24 novembre, durante una visita diplomatica in Canada, il ministro per la Difesa di Ankara, Hulusi Akar, ha riferito al Capo dello Stato maggiore congiunto americano, Joseph Dunford, e ad altri ufficiali statunitensi, che l’allestimento di avamposti di osservazione rischia di avere un impatto “estremamente negativo” sulla percezione che il popolo turco ha di Washington. “Durante le nostre conversazioni tanto con gli interlocutori politici quanto con quelli civili, abbiamo ripetutamente espresso il nostro disagio in merito in vari modi”, ha spiegato il ministro turco, affermando: “Penso che azioni come questa non facciano altro che rendere la situazione già complessa nella regione ancora più complicata”. Akar ha poi rinnovato l’impegno del suo Paese in merito, aggiungendo: “Nessuno dovrebbe mettere in dubbio che le forze armate turche e la Repubblica di Turchia intraprendano le misure necessarie contro ogni tipo di rischi e minacce che giungono dal confine”.

Nella giornata di mercoledì 21 novembre, il Segretario alla Difesa americano, Jim Mattis, aveva affermato che gli Stati Uniti stanno allestendo avamposti di osservazione in alcuni tratti del confine della Siria con la Turchia. Tale progetto mira a completare lo sradicamento del gruppo terroristico dello Stato Islamico dall’intero perimetro, in particolare dalle ex roccaforti siriane dove gli ultimi militanti dell’ISIS si rifugiavano.

A margine delle affermazioni di sabato 24 novembre, il ministro per la Difesa turco ha altresì fatto riferimento all’alleanza e al sostegno militare e logistico che Washington presta, nonostante la contrarietà della Turchia, alle Unità di Protezione Popolare (YPG), considerate dal governo di Ankara come un’estensione altrettanto illegale del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), proscritto dal Paese e considerato un gruppo terroristico anche dall’Unione Europea e dagli stessi USA. In tal proposito, Akar ha ripetuto agli ufficiali americani che la Turchia si aspetta, da parte degli “alleati degli Stati Uniti”, un’immediata interruzione delle relazioni con “i terroristi delle YPG, insistendo sul fatto che essi “non sono in alcun modo diversi” dai terroristi del PKK.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, si sono spesso mostrati critici dei rapporti tesi che intercorrono tra il governo turco e le Syrian Democratic Forces (SDF), le quali includono tra i loro ranghi anche le milizie siriane curde delle Unità di Protezione Popolare (YPG). Secondo Washington, questi attriti hanno spesso rallentato i progressi compiuti dal gruppo nella lotta allo sradicamento dell’ISIS dalla regione.

Lo Stato Islamico, allo stato attuale, è ancora presente nella regione della Siria orientale, in particolare in alcune strisce di terra vicine al fiume Eufrate e non distanti dalla frontiera con l’Iraq. L’amministrazione del presidente americano, Donald Trump, si augura che le milizie delle SDF, grazie anche all’appoggio degli Stati Uniti, riescano a debellare definitivamente gli ultimi combattenti dello Stato Islamico dalla loro roccaforte nella Siria nord-orientale nel giro di pochi mesi. Tuttavia, nonostante tali prospetti positivi, un importante funzionario statunitense ha recentemente reso noto che le forze americane rimarranno in loco anche dopo che i combattimenti saranno stati ultimati, in quanto è loro intenzione “assicurarsi una sconfitta permanente” del gruppo terroristico di stampo jihadista, e scongiurare eventuali ipotesi di riapparizione e ricostituzione del movimento.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.