Iran respinge accuse USA riguardo a presunta detenzione di armi chimiche

Pubblicato il 24 novembre 2018 alle 15:20 in Iran USA e Canada

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, venerdì 23 novembre ha dichiarato che l’accusa degli Stati Uniti secondo la quale l’Iran avrebbe un programma relativo alle armi chimiche è “oscena e pericolosa”.

Giovedì 22 novembre, Washington aveva accusato Teheran di non aver reso pubblico il proprio programma relativo alle armi chimiche, violando così gli accordi internazionali. L’inviato statunitense, Kenneth Ward, ha comunicato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche dell’Aia che l’Iran sta altresì cercando di procurarsi gas nervino letale per intenti offensivi.

Zarif ha spiegato che tali dichiarazioni riguardo alle armi di distruzione di massa “da parte di un Paese che ha supportato l’utilizzo delle armi chimiche dell’Iraq contro l’Iran, e che ha poi invaso l’Iraq stesso per eliminarle, non è solo oscena, è pericolosa”. Il governo di Teheran ha respinto con decisione tali accuse. “Gli Stati Uniti hanno nuovamente mosso accuse infondate contro la Repubblica Islamica” si legge nella dichiarazione rilasciata dal Ministro degli Esteri. “Tali accuse false e inesatte sono dovute solamente all’ostilità nei confronti dell’Iran e sono volte a deviare l’attenzione internazionale dai loro impegni non rispettati, dal continuo sostegno all’arsenale chimico del regime sionista e dal supporto ai gruppi terroristici”.

Teheran ha accusato gli Stati Uniti di essere l’unico Stato membro dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ad avere armi chimiche nel suo arsenale e l’unico Paese che, ad oggi, non le ha ancora distrutte come richiesto dall’ente.

L’Iran è uno dei pochi Paesi a essere stato attaccato con armi chimiche dalla fine della Prima Guerra Mondiale, nel 1918. L’ex leader iracheno, Saddam Hussein, durante la guerra del 1980-1988 contro l’Iran aveva ucciso e ferito decine di migliaia di soldati e civili iraniani utilizzando tale arsenale chimico. Da allora, Teheran si è fortemente espressa contro l’uso o la detenzione di questo tipo di armi da parte di qualsiasi Paese.

Le relazioni tra Stati Uniti e Iran si sono rovinate in seguito al ritiro di Washington dal Joint Comprehensive Plan Of Action (JCPOA), l’8 maggio. Tale accordo era stato firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania e dai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ossia Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Secondo quanto affermato dal presidente statunitense, Donald Trump, si è trattato del peggior patto mai stipulato dagli Stati Uniti. Washington ha altresì fatto pressioni su una serie di Paesi perché cessino di commerciare con l’Iran, che da parte sua ha dichiarato di star considerando di tirarsi fuori anch’esso dal JCPOA, che era stato salvato dall’Unione Europea, se gli interessi del popolo iraniano non verranno farantiti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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