Francia: proteste violente contro Macron

Pubblicato il 24 novembre 2018 alle 13:55 in Europa Francia

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La polizia francese ha lanciato lacrimogeni e usato idranti sulla folla per disperdere i manifestanti riuniti a Parigi per protestare contro l’impennata dei prezzi della benzina e le politiche economiche attuate dal presidente, Emmanuel Macron. È il secondo weekend di disordini e proteste violente nella capitale.

Nella giornata di sabato 24 novembre, numerose centinaia di manifestanti si sono riuniti sugli Champs-Elysées, dove la polizia li ha fermati prima che raggiungessero l’Eliseo, il palazzo presidenziale. Alcuni di loro cantavano l’inno nazionale, altri trasportavano cartelloni con gli slogan “Macron dimettiti” e “Macron ladro”. I manifestanti, che indossano i giubbotti gialli segnalatori che, in Francia, tutti i motociclisti per legge hanno l’obbligo di tenere nelle loro vetture, hanno bloccato le autostrade di varie città, dando fuoco a barricate e sbarrando la via con convogli di camion. Le forze di sicurezza dispiegate sul campo sono circa 3mila unità; la polizia teme che possano infiltrarsi nella folla, la quale conta circa 30mila manifestanti nella sola Parigi, anche estremisti di destra e di sinistra, e trasformare la protesta in disordini violenti.

Le proteste vanno avanti da oltre una settimana ormai, e si scagliano contro la politica finanziaria adottata da Macron e il suo nuovo regime fiscale, in particolare le tasse introdotte nel 2017 su diesel e petrolio al fine di incoraggiare l’energia “pulita” e sostenibile a livello ambientale. Sabato 17 novembre erano stati circa 300mila i cittadini che avevano partecipato alle manifestazioni. Nonostante le esortazioni del governo al ripristino della calma nel Paese, le proteste non sono cessate, anzi, si sono intensificate e hanno ampliato il loro raggio d’azione fino a includere l’isola La Réunion, nell’Oceano Indiano, dove sono state incendiate alcune automobili. Finora, le agitazioni urbane nell’Esagono hanno provocato la morte di 2 persone e il ferimento di altre 606, ha riferito il Ministero dell’Interno nazionale nella giornata di giovedì 22 novembre.

Le proteste rappresentano una minaccia all’autorità di Macron, il quale si erge a difensore della battaglia contro il cambiamento climatico e sostenitore dell’energia verde ecosostenibile, ma in questi 18 mesi non è riuscito a far presa sulla popolazione francese, la quale dimostra un malcontento diffuso nei confronti del suo operato presidenziale.

Da quando Macron ha assunto la carica di presidente della Francia, le sue iniziative sono state spesso osteggiate sia dai sindacati sia dai cittadini, che hanno già manifestato in numerose occasioni anche contro le riforme sul lavoro e sulla compagnia ferroviaria nazionale. Gli investitori internazionali, d’altro canto, hanno ampliamento lodato la sua amministrazione, la quale ha avvantaggiato e incoraggiato gli affari e il mondo del business. Gli oppositori politici, quanto a loro, hanno tacciato Macron di essere “il presidente dei ricchi” a causa della sua politica fiscale, e la popolarità del capo di Stato quarantenne si attesta attualmente solo al 20%.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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