Afghanistan: speranza di pace ora più vicina che mai

Pubblicato il 24 novembre 2018 alle 6:02 in Afghanistan Asia

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La speranza di pace sul territorio afgano, a parere di Toby Lazier, il rappresentante dell’UNAMA, la missione ONU in Afghanistan, è più vicina che mai.

La dichiarazione di venerdì 23 novembre coglie di sorpresa, in quanto, negli ultimi giorni, il Paese è stato investito da un’ondata di violenza. Il paradosso formatosi tra le affermazioni delle Nazioni Unite e la situazione reale di violenza delle ultime settimane è stato affrontato dallo stesso Lanzer. Questi, ai microfoni della stampa svizzera, ha dichiarato che vi sono nuove opportunità in Afghanistan che rendono concrete le speranze per la pace. Le possibilità, ha detto Lanzer, sono maggiori rispetto a quelle di tanti anni. Si è poi rifiutato di dare altri dettagli, ma ha asserito che la discussione andrà avanti “nei prossimi giorni, settimane e mesi”.

I talebani, il cui scopo è quello di allontanare il governo legittimo supportato dall’Occidente e di espellere le forze armate straniere dal Paese, erano stati invitati dal governo afgano a sedersi al tavolo delle trattative, senza precondizioni, a febbraio. Il rappresentante dell’ONU si è detto certo che verrà raggiunto un accordo di pace, seppur specificando che vi è bisogno di più coordinazione internazionale e della volontà di includere tutte le parti nella discussione. Su quest’ultimo punto, di recente è stato fatto un passo avanti. Il 18 novembre, infatti, i leader dei talebani hanno incontrato il rappresentante speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, in Qatar per la seconda volta in questo mese. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, giovedì 22 novembre, che gli USA si trovano ad un buon punto nei negoziati di pace.

I frequenti attentati terroristici, di cui l’ultimo il 23 novembre contro una moschea in cui sono stati uccisi 10 soldati e feriti altri 15, continuano a infliggere ferite allo Stato asiatico da ormai quasi vent’anni. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si erano affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, dal 1996 avevano governato gran parte dell’Afghanistan. In seguito all’invasione del 2001 da parte degli Stati Uniti e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo Tuttavia, non si tratta dell’unico gruppo presente: nell’area è attiva anche una branca dell’ISIS, la Khorasan Province, che preoccupa Kabul.

La missione delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) era stata stabilita con la Risoluzione 1401 del Consiglio di Sicurezza a marzo 2002, su richiesta del governo afgano. Il suo mandato viene rinnovato ogni anno. La missione mantiene una presenza permanente di forze sparse per tutto l’Afghanistan, con l’obiettivo di stabilizzare il Paese e assicurare la pace per i suoi cittadini. In merito al processo di pace, l’UNAMA supporta gli sforzi del governo di Kabul per dialogare con i gruppi armati, contribuendo a creare una cultura di pace e coesione sociale.

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di Redazione

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