Trump autorizza l’uso della “forza letale” contro la carovana di migranti

Pubblicato il 23 novembre 2018 alle 11:31 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Le forze armate statunitensi schierate al confine con il Messico sono state autorizzate ad utilizzare, se necessario, la “forza letale” contro i migranti centramericani che tentano di attraversare la frontiera. Lo ha annunciato lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, giovedì 22 novembre, minacciando altresì la chiusura “dell’intero confine”, qualora il Messico perdesse completamente il controllo del suo versante del confine.

L’autorizzazione all’uso della forza letale è stata concessa dal vertice della Casa Bianca ai quasi 6.000 soldati attualmente presenti lungo il confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Trump ne aveva ordinato il dispiegamento poco prima delle elezioni di midterm, svoltesi il 6 novembre, suscitando in molti il sospetto che il presidente americano, che, già nel 2016, aveva fatto di una linea dura in materia di immigrazione uno dei temi principali della sua campagna elettorale, stesse in realtà tentando di ottenere un guadagno politico a spese dei migranti centramericani in cerca di asilo o di un futuro migliore negli Stati Uniti.

 “Se devono, useranno la forza letale. Ho dato l’ok”, ha comunicato il 22 novembre Trump a giornalisti e personale militare in Florida, aggiungendo, tuttavia, di augurarsi che le unità schierate al confine non debbano ricorrere a tale estrema soluzione. Il presidente americano ha poi motivato la sua decisione, affermando di non avere alternative. “Abbiamo a che fare con un minimo di 500 criminali seri e persone difficili. Non ho scelta”, ha spiegato il leader della Casa Bianca, senza tuttavia fornire ulteriori argomentazioni a sostegno della sua dichiarazione.

Già il 21 novembre, il portavoce del Dipartimento della Difesa, il tenente colonnello Michelle Baldanza, aveva confermato alla CNN che il Pentagono aveva ricevuto un memorandum dalla Casa Bianca, indirizzato specificamente al Segretario americano alla Difesa, James Mattis. Nel memorandum, il presidente americano ha concesso una nuova autorità alle truppe schierate al confine per consentire loro di proteggere il personale della Customs and Border Protection (CBP) dalle eventuali violenze compiute dai migranti. Prima che tale memorandum fosse emesso, le forze statunitensi erano autorizzate ad agire per legittima difesa, ma non potevano intervenire nel caso in cui ad essere attaccato fosse stato il personale della CBP.

Il presidente americano ha minacciato altresì la chiusura “dell’intero confine”, qualora il Messico perdesse completamente il controllo del suo versante della frontiera. L’attraversamento automobilistico di San Ysidro, a San Diego, uno dei passaggi più trafficati al mondo, è stato brevemente chiuso nel pomeriggio del 22 novembre da funzionari americani che eseguivano un esercizio di sicurezza. “Se scopriamo che è incontrollabile”, ha dichiarato Trump, riferendosi al confine con il Messico, o se si arriva al punto in cui “il nostro popolo comincerà a farsi male, chiuderemo l’ingresso nel Paese per un certo periodo di tempo fino a quando non riusciremo a controllarlo di nuovo”. Trump ha fatto specifico riferimento al Messico, affermando che, laddove questo perda il controllo sul suo lato della frontiera, gli Stati Uniti semplicemente chiuderanno l’intero confine. Il Messico, peraltro, ha aggiunto il leader della Casa Bianca, “non sarà più in grado di vendere le proprie auto negli Stati Uniti”.

Le dichiarazioni del presidente americano arrivano in risposta alla notizia secondo cui migliaia di migranti e rifugiati centroamericani sono arrivati nella città di confine di Tijuana, sperando di chiedere asilo negli Stati Uniti. In particolare, secondo il governatore della Baja California, più di 5.600 migranti e rifugiati sono arrivati nell’area di Tijuana nei giorni scorsi e lo stadio che attualmente li ospita ha ormai superato le sue capacità. La maggior parte di loro fugge da violenze, povertà estrema e persecuzioni politiche e fa parte della carovana di migranti avanzata verso il confine il mese scorso. Altre migliaia di persone li seguono, alimentando quello che è ormai noto come “l’esodo centroamericano”. In realtà, le carovane di migranti in questa regione non sono rare, ma questa è insolita per le sue dimensioni che, tuttavia, si spiegano alla luce della preferenza dei migranti a viaggiare in gruppo per evitare di attraversare il Messico fino al confine da soli. Da quando la carovana si costituita, partendo dall’Honduras in ottobre, Trump l’ha più volte etichettata come “un’invasione” e ha affermato che è piena di “criminali”.

Più tardi, nella stessa giornata del 22 novembre, il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha ribadito a sua volta la posizione dell’amministrazione statunitense secondo cui al gruppo non sarà permesso di entrare negli Stati Uniti.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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