Mar Cinese Meridionale: disputa tra Pechino e Hanoi

Pubblicato il 23 novembre 2018 alle 8:25 in Cina Vietnam

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Il think tank americano L’Asia Maritime Transparency Initiative of Washington’s Centre for Strategic and International Studies, giovedì 23 novembre, ha diffuso le immagini di una nuova struttura cinese sull’atollo Bombay, situato nel Mar Cinese Meridionale, e ne ha rimarcato il potenziale uso militare.

Il Mar Cinese Meridionale è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. Questa, rivendicata in toto da Cina e Taiwan, parzialmente da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, fornisce le rotte a un fiorente commercio del valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno ed è ricca di giacimenti minerari.

Secondo il centro studi statunitense, la posizione della nuova piattaforma, direttamente adiacente alle principali rotte di navigazione tra le Isole di Paracelso e quelle di Spratly, la rende un luogo attraente per estendere il radar dell’intelligence cinese, facilitando la raccolta di informazioni in quella tratta di mare così strategica.

Il ministro degli Esteri vietnamita, Pham Binh Minh, ha reagito alla notizia il giorno stesso dichiarando che la mossa cinese rappresenta una seria violazione della sovranità del Vietnam, principio ribadito anche dal suo portavoce, Nguyen Phoung Tra, alla conferenza stampa. Tra, facendo le veci del ministro, ha chiesto alla Cina di fermare immediatamente l’attività nelle Isole di Paracelso, l’arcipelago dove è situato l’atollo in questione.

La risposta dal Ministero degli Esteri cinese non si è fatta attendere. Il portavoce Geng Shuang ha affermato che la sovranità della Cina sull’arcipelago in questione non è mai stata in discussione ed ha sottolineato che, facendo parte del territorio cinese, i lavori di costruzione erano assolutamente legittimi.

Tra i Paesi che rivendicano il diritto di sovranità, totale o parziale, sul Mar Cinese Meridionale, il Vietnam è quello più coinvolto nella disputa marittima con la Cina.  Il 1 aprile 2018, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha fatto visita al suo omologo vietnamita, Pham Binh Minh, ed al primo ministro del medesimo Paese, Nguyễn Xuân Phúc. I tre, a detta di Wang, hanno convenuto sulla necessità di dirimere le controversie marittime, esigenza estremamente importante per consolidare relazioni bilaterali durature e stabili. Il ministro degli Esteri cinese ha evidenziato la tendenza positiva del commercio e degli investimenti tra i due Paesi, a cui è seguita una reciproca apertura dei mercati. Un dato interessante è l’aumento di 100 miliardi del commercio bilaterale, nel 2017, rispetto all’anno precedente.

Secondo vari rappresentanti dei Paesi del Sud est asiatico, tuttavia, il testo di lavoro redatto dall’AESAN (Association of South-East Asian Nations) per il codice di condotta nell’area contesa, è stato definito come un “grande progresso” nel tentativo di risoluzione delle controversie internazionali.

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di Redazione

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