Francia sanziona 18 cittadini sauditi in relazione al caso Khashoggi

Pubblicato il 23 novembre 2018 alle 18:28 in Arabia Saudita Francia

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La Francia ha sanzionato 18 cittadini dell’Arabia Saudita per via dell’assassinio del giornalista del Washington Post, Jamal Khashoggi, avvenuto il 2 ottobre scorso all’interno del consolato saudita a Istanbul. Un comunicato ministeriale rende noto che le sanzioni sono volte a impedire a tali individui di entrare nel territorio nazionale francese e nell’intera area Schengen. “Si tratta di misure prudenti, soggette a revisioni o estensioni in base alle informazioni che emergeranno dalle indagini in corso”, chiarisce il comunicato.

L’Arabia Saudita ha riferito di avere 21 persone in custodia, di cui 5 condotta alla pena di morte. La pressione internazionale ha spinto Riad a cercare e perseguire i responsabili della morte di Khashoggi, soprattutto alla luce di quanto rivelato dai media americani, secondo cui il giornalista saudita aveva criticato il principe ereditario, Mohammed bin Salman. Tali informazioni sono trapelate da un’indagine della CIA, la quale sostiene che il principe saudita sia il mandante dell’assassinio, nonostante i procuratori sauditi lo abbiano escluso dal caso.

Nel frattempo, il Tesoro americano ha imposto sanzioni contro 17 individui sauditi, tra cui diversi ufficiali molto vicini Mohammed bin Salman, seguita dalla Germania. The New Arab riferisce che le ultime misure varate dalla Francia sono state imposte a poca distanza dalla decisione di Germania e Danimarca di sospendere la vendita di armi all’Arabia Saudita. A ottobre, il presidente francese, Emmanuel Macron, si era infastidito alla domanda di un giornalista al riguardo, cercando di sviare la risposta. “La vendita di armi a Riad non ha niente a che fare con il caso Khashoggi, quindi non risponderò a questa domanda, mi dispiace, ma fino a quando sarò in carica agirò in questo modo, che alla gente piaccia o meno”, aveva dichiarato Macron.

Occorre ricordare che l’Arabia Saudita è il secondo principale compratore di armi francesi. Tra il 2008 e il 2017 i due Paesi hanno concluso accordi militari del valore di 12.6 miliardi di dollari per la fornitura di carri armati, veicoli corazzati e munizioni.

Khashoggi, critico nei confronti del governo dell’Arabia Saudita, aveva resistito alle continue pressioni di Riad affinchè ritornasse in patria, in quanto da anni viveva negli Stati Uniti. L’uomo è stato ucciso a Istanbul il 2 ottobre, nel consolato saudita, dove era entrato per ritirare alcuni documenti di cui aveva bisogno per sposarsi con la compagna turca. Quando la fidanzata ha denunciato la sua scomparsa alle autorità turche, dai controlli effettuati alle telecamere intorno all’edificio del consolato è stato confermato che Khashoggi non aveva mai lasciato l’edificio. L’Arabia Saudita, il 4 ottobre, ha respinto le accuse di omicidio e il consolato saudita aveva invitato i giornalisti di Reuters al proprio interno, per dimostrare la propria innocenza. Solo 17 giorni dopo la morte di Khashoggi, Riad ha ammesso che l’uomo era stato ucciso all’interno del consolato e che i 18 membri della squadra saudita, arrivati in Turchia a inizio ottobre e segnalati da Ankara, erano stati arrestati in Arabia Saudita.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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