Brasile e Cile siglano un Trattato di Libero Commercio

Pubblicato il 23 novembre 2018 alle 6:00 in Brasile Cile

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Brasile e Cile hanno siglato mercoledì 21 novembre il Trattato di Libero Commercio. Si tratta di un accordo raggiunto in tempi record. Sei mesi dopo aver assunto l’impegno durante una visita a Brasilia del presidente cileno, Sebastián Piñera, e il suo omologo brasiliano, Michel Temer, hanno firmato a Santiago del Cile l’accordo tra i due paesi nel corso di una cerimonia presso il Palazzo di La Moneda, sede della presidenza cilena.

L’accordo deve ora essere ratificato dai due parlamenti. “Pochi accordi simili nel mondo sono stati avviati, negoziati e firmati in un periodo di tempo così breve, il che probabilmente è un record” – ha dichiarato Piñera. Anche il presidente Temer, che si è recato appositamente a Santiago in una visita di poche ore, ha sottolineato la velocità con cui entrambi i governi sono riusciti a raggiungere il trattato. “In meno di sei mesi siamo stati in grado di fornire contenuti e formalizzare questo accordo. Questo è il risultato di una convergenza naturale che esiste tra i nostri governi ” – ha affermato il presidente brasiliano, che ha voluto fortemente chiudere l’accordo di persona prima di lasciare la guida del gigante sudamericano al suo successore, Jair Bolsonaro, il 1 gennaio prossimo. “Questo accordo commerciale era molto atteso dal nostro paese e ho verificato che anche per il Cile è molto importante” – ha aggiunto Temer.

L’accordo di libero scambio ha due obiettivi centrali: integrare la liberalizzazione tariffaria in termini di prodotti, già raggiunta nell’accordo firmato da entrambi i paesi a metà degli anni ’90, e modernizzare il rapporto commerciale con l’incorporazione di nuove tecnologie e lavori di ultima generazione. L’accordo comprende capitoli sull’ingresso temporaneo di persone, sul commercio elettronico, per cui faciliterà il funzionamento dei servizi digitali e dei fornitori di prodotti tecnologici cileni. L’accordo riguarda anche le telecomunicazioni: dopo due anni di trattato, il roaming verrà eliminato tra i due paesi, il che dovrebbe avere effetti positivi sul turismo e sugli investimenti reciproci, come sottolineato dall’ufficio stampa della Presidenza del Brasile.

Con un’economia che non sta soddisfacendo le previsioni del governo, per il Cile il trattato è una buona notizia: il Brasile è una destinazione chiave per le sue piccole e medie imprese. Di 3578 imprese che hanno realizzato esportazioni in qualche paese del mondo nel 2017, il 10% ha effettuato esportazioni in Brasile.

Piñera ha descritto come un accordo “di ultima generazione, moderno, con grandi aggiunte su questioni emergenti e a beneficio di entrambi i paesi”, che rappresenta un avvicinamento del Mercosur (il Mercato Comune del Sud che unisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) all’Alleanza del Pacifico, il blocco che compongono Cile, Colombia, Perù e Messico.

L’accordo – sottolinea il presidente cileno –  “va oltre il contenuto strettamente economico: cerca di integrare i nostri paesi dal punto di vista della cultura, della collaborazione politica, della soluzione delle crisi e dei problemi attuali come il riscaldamento globale, la sicurezza informatica e molte altri temi”. L’accordo contempla un capitolo senza precedenti dedicato al commercio e al genere. L’obiettivo, spiegano nell’Esecutivo cileno, è rendere visibili le donne, le imprenditrici e le impresarie e la loro fondamentale partecipazione all’economia. Allo stesso tempo, cerca di riconoscere il contributo che le donne apportano allo sviluppo sostenibile.

Il Brasile è il principale partner commerciale del Cile nella regione e il terzo in tutto il mondo, dopo la Cina e gli Stati Uniti. “Il Brasile non è solo il nostro principale partner commerciale nella regione, è anche la principale destinazione degli investimenti esteri cileni” – ha detto Piñera. Nel 2017 le esportazioni in Brasile hanno rappresentato il 66% delle esportazioni totali verso i Paesi fondatori del Mercosur, per un totale di 3,4 miliardi di dollari (il 14% in più rispetto al 2016). Le importazioni cilene dal Brasile, a loro volta, rappresentano circa il 60% del totale importato dai paesi del Mercosur.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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