Baghdad: incontro tra il leader curdo e il premier dell’Iraq

Pubblicato il 23 novembre 2018 alle 6:01 in Iraq Medio Oriente

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Il leader curdo, Massud Barzani, ha incontrato il premier dell’Iraq, Adel Abdel Mahdi, a Baghdad, nella giornata di giovedì 22 novembre, nella sua prima visita nella capitale irachena in due anni.

Come riporta al-Arabiya English, la visita di Barzani rappresenta un segno di miglioramento nelle reazioni tra l’Iraq ed il Kurdistan iracheno, che erano peggiorate in seguito al referendum sull’indipendenza della regione curda, del 25 settembre 2017. Tale referendum ha causato numerosi scontri tra le forze di Baghdad e i Peshmerga curdi, in particolare nella regione di Kirkuk, territorio ricco di petrolio che è rivendicato da entrambe le parti e rappresenta una delle questioni più complesse legate all’indipendenza della regione. Ad agosto, nonostante si trovasse sotto il controllo del governo centrale iracheno, Kirkuk aveva deciso di partecipare al referendum, ottenendo una dura reazione dal governo iracheno che aveva definito la decisione della regione “inaccettabile e sbagliata”.

L’ufficio di Mahdi ha annunciato l’incontro con Barzani subito dopo mezzogiorno, condividendo una foto del leader curdo in abiti formali grigi. Precedentemente, dal giugno 2005 al novembre 2017, Barzani era stato presidente del Kurdistan iracheno, mentre adesso è il capo del principale partito curdo, il Kurdistan Democratic Party (KDP).

Da quando Mahdi è divenuto primo ministro dell’Iraq, lo scorso 3 ottobre, i rapporti con il Kurdistan sembrano essere in miglioramento. Occorre tenere presente che l’attuale ministro delle Finanze iracheno, Faud Hussein, era il candidato favorito da Barzani, con cui, la scorsa settimana, è stato raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di petrolio da Kirkuk. “È molto importante per noi avere buone relazioni con Arbil, recentemente abbiamo visto miglioramenti a tutti i livelli”, ha dichiarato Mahdi.   

La maggior parte delle esportazioni irachene proviene dai giacimenti meridionali, tuttavia, Kirkuk costituisce uno dei principali e più antichi giacimenti di petrolio del Medio Oriente, e si stima che vi siano ancora circa 9 miliardi di barili di greggio da estrarre. Le esportazioni erano state interrotte quando le unità di sicurezza irachene avevano strappato alle forze curde i campi con i giacimenti, il 16 ottobre 2017, in seguito allo svolgimento del referendum per l’indipendenza del Kurdistan da Baghdad. L’interruzione del traffico petrolifero da Kirkuk aveva congelato il flusso di circa 300mila barili di greggio che ogni giorno partivano dall’Iraq, destinati in Turchia e verso altri compratori internazionali, causando una grave perdita di fatturato nel corso dell’anno passato, attestata a circa 8 miliardi di dollari.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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