Somalia: raid USA uccide almeno 37 militanti di al-Shabaab

Pubblicato il 22 novembre 2018 alle 6:01 in Somalia USA e Canada

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L’esercito americano ha reso noto di aver effettuato due raid contro al-Shabaab, in Somalia, uccidendo almeno 37 combattenti.

La notizia è stata diffusa per mezzo di un comunicato dello US Africa Command (US AFRICOM), la missione americana in Somalia, nel quale è stato specificato che sono state svolte due operazioni nella giornata di lunedì 19 novembre, nei pressi di Debatscile. “I raid hanno ridotto la capacità di al-Shabaab di organizzare futuri attentati, distruggendo altresì le reti del gruppo e riducendo la sua libertà di manovra nella regione”, riferisce il comunicato, il quale aggiunge che gli ufficiali americani hanno verificato che nessun civile abbia perso la vita nel corso delle operazioni. Al momento, non c’è stata alcuna reazione di al-Shabaab ed il governo di Mogadiscio non ha rilasciato alcuna dichiarazione al riguardo.

Da quando il presidente americano, Donald Trump, ha iniziato il mandato presidenziale, il 20 gennaio 2017, ha giurato di voler eliminare la minaccia jihadista da diversi Paesi, tra cui la Somalia. Ne è conseguito che, tra il gennaio e il novembre 2017, gli USA hanno compiuto 30 bombardamenti aerei nel Paese africano contro i militanti di al-Shabaab, di cui 14 soltanto nel mese di agosto, segnando una forte crescita rispetto al numero delle operazioni svolte negli anni precedenti, in linea con la volontà del presidente americano di voler eliminare definitivamente la minaccia terroristica. Tra il 3 e il 4 novembre 2017, sono stati altresì compiuti i primi raid aerei americani contro lo Stato Islamico nel Paese africano.

L’aumento dei bombardamenti è stato dovuto al fatto che Trump, lo scorso ottobre, ha deciso di introdurre nuove regole sui raid con i droni, eliminando una serie di restrizioni introdotte nel maggio 2013 dal precedente presidente, Barack Obama. Secondo tali limitazioni, le operazioni delle forze di sicurezza speciali e della CIA dovevano colpire esclusivamente quei gruppi di militanti considerati “una minaccia continua e imminente” agli interessi dei cittadini americani. Con le modifiche proposte dalla Casa Bianca, i soldati americani, invece, sono ora in grado di colpire anche membri delle organizzazioni terroristiche che non ricoprono il ruolo di combattenti o di leader e, inoltre, i raid con i droni non sono più soggetti a controlli di alto livello. Il 12 dicembre 2017, il Pentagono ha inoltre presentato un nuovo piano contro i terroristi in Somalia, il quale prevede che le truppe americane rimangano nel Paese africano per almeno altri 2 anni, alla fine dei quali dovrà essere effettuato un controllo per stabilire se sarà necessario prolungare le operazioni.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica, la sharia. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007. Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri del terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nonostante l’aumento dei raid aerei da parte delle forze americane, al-Shabaab è riuscito a mantenere il controllo della Valle di Jubba e a riconquistare di alcune aree nel Sud del Paese. Nel Nord della Somalia, invece, i militanti dello Stato Islamico hanno stabilito una base operativa nella zona di Puntland, da cui hanno lanciato un attacco contro le forze di sicurezza somale nel mese di maggio 2017, uccidendone 5 e ferendone molte altre.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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