Paraguay estrada il narcotrafficante Marcelo Piloto in Brasile

Pubblicato il 22 novembre 2018 alle 19:31 in Brasile Paraguay

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Il governo del Paraguay ha estradato in Brasile il narcotrafficante Marcelo Pinheiro Vega, meglio noto come Marcelo Piloto, leader del Comando Vermelho, una delle più grandi organizzazioni criminali brasiliane.

Il narcotrafficante ha attaccato sabato scorso con un coltello da dessert Lidia Meza Burgos, detenuta diciottenne, nella prigione di massima sicurezza paraguayana in cui erano entrambi detenuti. Dopo averla tramortita, Pinheiro Vega ha colpito la donna con il coltello fino ad ucciderla. La procura generale del paese ispanoamericano sta indagando sulle relazioni che il narcotrafficante potesse avere con Lidia Meza, ma il governo di Asunción ha deciso di intervenire senza aspettare l’esito delle indagini.

Il presidente Mario Abdo Benítez ha firmato al contempo l’estradizione in Brasile del leader del cartello Comando Vermelho e la destituzione dei comandi delle forze di polizia, ritenuti responsabili di quanto accaduto nel carcere di massima sicurezza di Asunción.

La decisione del governo del Paraguay ha colto di sorpresa legali e osservatori. Per undici mesi, infatti, Asunción ha rinviato le richieste di estradizione brasiliane sulla base dell’intenzione di processare il narcotrafficante per i reati commessi in Paraguay. Undici mesi in cui i membri di Comando Vermelho hanno compiuto diversi tentativi di liberare il loro capo, l’ultimo con un’autobomba che avrebbe dovuto far saltare in aria le mura del supercarcere dov’era detenuto, e hanno commesso numerosi delitti nel paese ispanoamericano.

La catena di negligenze e di corruzione che ha permesso ad un prigioniero di altro rischio di ricevere visite private è la stessa che all’inizio di questo mese gli ha permesso di offrire una conferenza stampa inusuale all’interno di un carcere di massima sicurezza che nella realtà non è tale, come ormai riconosciuto dal governo del Paraguay dopo l’omicidio della giovane donna. In realtà, il Carcere di massima sicurezza è una stazione di polizia che serve da carcere per poliziotti e militari, ma è stato integrato con i prigionieri VIP come guerriglieri, narcotrafficanti e politici corrotti che pagano in cambio di privilegi. Il quotidiano spagnolo El País ha visitato le strutture di polizia il giorno prima che Pinheiro uccidesse Lidia Meza e ha scoperto che semplicemente presentando un documento di identità si poteva accedere a visite private nelle celle.

Rivelazioni che hanno spinto il presidente Mario Abdo Benítez, eletto con la promessa di ripulire dalla corruzione le istituzioni e anche il suo stesso partito, a decapitare i vertici della polizia del paese e ad estradare Pinheiro Vega in Brasile senza attendere l’esito del processo in Paraguay, ritardato anche dall’omicidio, da parte di Comando Vermelho, dell’avvocato dello stesso narcotrafficante, l’argentina Laura Caruso.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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