Iran minaccia di colpire basi americane in Medio Oriente e Afghanistan

Pubblicato il 22 novembre 2018 alle 10:32 in Iran USA e Canada

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L’Iran ha messo in guardia gli Stati Uniti, riferendo che potrebbe colpire le basi americane nella regione del Medioriente e dell’Asia centrale.

Tale dichiarazione è stata rilasciata nel bel mezzo delle crescenti tensioni tra Washington e Teheran, emerse in seguito all’imposizione, il 20 novembre, di nuove sanzioni USA contro 6 individui e 3 società appartenenti a una rete russo-iraniana che fornisce milioni di barili di petrolio alla Siria come parte di un tentativo di rafforzare il regime di Damasco.

Tra le persone e le entità sanzionate figurano 2 cittadini siriani, quali Hajji Abd al-Nasir e Mohammad Amer Alchwiki, con la sua società basata in Russia, Global Vision Group, il cittadino libanese, Muhammad Qasim Al-Bazzal, il cittadino russo, Andrey Dogaev, e i cittadini iraniani, Rasoul Sajjad e Hossein Yaghoubi Miab. Secondo il Dipartimento di Stato americano, tali individui e le loro società fungevano da canali di intermediazione, volti a oscurare le destinazioni reali del flusso di greggio e di denaro. Le sanzioni consistono nel congelamento dei loro asset e nel divieto per i cittadini statunitensi di fare affari con loro.

Il 21 novembre, il comandante della divisione aerospaziale della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, Amirali Hajizadeh, ha riferito che le basi americane in Afghanistan, Emirati Arabi Uniti, Qatar e le portaerei posizionate nel Golfo Persico si trovano nel raggio dei missili iraniani. “Sono a tiro e possiamo colpirli se gli americani faranno un’altra mossa”, ha specificato Hajizadeh, aggiungendo che la Guardia Rivoluzionaria ha migliorato la precisione dei razzi che, adesso, possono colpire facilmente la base di Al Udeid in Qatar, quella di Al Dhafra negli Emirati e quella di Kandahar in Afghanistan.

Le ultime sanzioni americane arrivano a circa un mese di distanza da un altro pacchetto di misure restrittive contro l’Iran, applicate per via dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), avvenuta lo scorso 8 maggio. Il patto era stato concluso il 14 luglio 2015, tra Iran da una parte e, dall’altra parte, Germania più i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, e prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dalle Nazioni Unite e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Secondo quanto affermato dal presidente Trump, tuttavia, si trattava del peggior accordo mai stipulato dagli Stati Uniti.

I rapporti tra Washington e Teheran sono caratterizzati da forti tensioni economiche e diplomatiche. Sotto l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti, che considerano l’Iran il principale nemico in Medio Oriente, stanno portando avanti una linea dura nei confronti di Teheran, promessa dall’attuale presidente americano fin dalla propria della campagna elettorale.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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