Ergastolo per ricercatore britannico: un inglese alla corte degli Emirati

Pubblicato il 22 novembre 2018 alle 8:50 in Emirati Arabi Uniti UK

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Un ricercatore inglese, dottorando presso la Durham University, è stato condannato all’ergastolo negli Emirati Arabi Uniti per spionaggio: la Gran Bretagna può davvero fare qualcosa? 

Matthew Hedges, un uomo di 31 anni che stava svolgendo una ricerca sulle politiche di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti dopo le rivoluzioni del 2011, è stato arrestato all’aeroporto di Dubai, il 5 maggio. Lo studente è stato detenuto in isolamento per sei mesi senza conoscere le ragioni del proprio fermo. Infine, ad ottobre, è stato accusato di “essere una spia per un Paese straniero e di aver messo a repentaglio la sicurezza militare, politica ed economica dello Stato”. Il procuratore generale degli Emirati, Hamad al-Shamsi, ha affermato che Hedges si era proposto come ricercatore nel Paese proprio per coprire le sue attività di spionaggio, sostenendo che le accuse erano sostenute da “informazioni prese dai suoi dispositivi elettronici”. Hedges è apparso in tribunale il 21 novembre nella capitale degli Emirati, Abu Dhabi, secondo quanto ha riferito su Twitter sua moglie, Daniela Tejada.

Abdulkhaleq Abdulla, commentatore degli Emirati Arabi Uniti, ha pubblicato, a sua volta, su Twitter, la notizia della condanna di Hedges all’ergastolo, aggiungendo che il ricercatore ha 30 giorni per presentare un appello contro tale verdetto. L’associazione per la tutela dei diritti umani, Human Rights Watch, ha in precedenza condannato gli Emirati Arabi Uniti per aver arrestato l’accademico e avergli negato i dovuti diritti processuali. “Gli Emirati Arabi Uniti investono molto tempo e denaro per dipingersi come un paese progressista e tollerante, ma il caso di Hedges mostra il volto di un governo autocratico con una fondamentale mancanza di rispetto per lo stato di diritto”, ha dichiarato Michael Page, vice direttore dell’associazione . All’inizio del 2018, un rapporto delle Nazioni Unite delineava una situazione allarmante per quanto riguarda la tutela dei diritti umani negli Emirati Arabi Uniti. Il rapporto ha condannato arresti e sparizioni forzate, attuate al di fuori del quadro giuridico, e il trasferimento di persone in prigioni segrete per accuse di “terrorismo”. Il rapporto aggiunge che è stato verificato l’utilizzo della tortura per costringere gli imputati a confessare le accuse contro di loro. Alcune persone arrestate sono state, inoltre, private delle cure mediche.

Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt ha avvertito che ci saranno “ripercussioni” da parte di Londra. “Sono profondamente scioccato e deluso”, ha dichiarato Hunt. “Il verdetto di oggi non è quello che ci aspettiamo da un  partner fidato del Regno Unito e va contro le precedenti assicurazioni”. Il ministro ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti che “la gestione di questo caso avrà ripercussioni sul rapporto tra i nostri due Paesi, che deve essere costruito sulla fiducia”.”Mi dispiace di essere arrivati a questo punto e invito gli Emirati Arabi Uniti a riconsiderare”, ha aggiunto. Hunt ha dichiarato di aver sollevato personalmente il caso ai più alti livelli del governo degli Emirati Arabi, anche durante l’ultima visita ad Abu Dhabi, avvenuta il 12 novembre. Da parte loro, i sostenitori di Hedges hanno chiesto un’azione più forte. “Questo è stato un processo grottesco e il trattamento riservato a Matthew Hedges non è quello che la Gran Bretagna si aspetta da un alleato”, ha dichiarato Chris Doyle, direttore del Consiglio per la comprensione arabo-britannica. “Gli Emirati Arabi Uniti dovrebbero liberare Matthew o affrontare una serie conseguenze. Il commercio col Paese non dovrebbe proseguire come al solito”.

Il vice-rettore dell’Università di Durham, il professor Stuart Corbridge, ha riferito che l’istituzione è stata “devastata” dalla sentenza. “Dopo un periodo in cui è stato detenuto in condizioni che hanno violato i suoi diritti umani, questo giudizio è stato pronunciato in assenza di qualcosa che assomiglia ad un processo equo”, si legge nella dichiarazione. “Non è stata data alcuna informazione sulle giustificazioni della sentenza di Matt e non è stato fornito nessun motivo per credere che Matt stava conducendo qualcosa di diverso da una legittima ricerca accademica”. La famiglia di Hedges afferma che il verdetto si è basato su una falsa confessione. Durante la sua detenzione, sarebbe stato interrogato senza un avvocato e sarebbe stato costretto a firmare un documento in arabo, una lingua che non conosce. Tale documento si sarebbe rivelato essere un’ammissione di colpevolezza. A seguito del verdetto, sua moglie ha dichiarato di essere in “shock completo”. “Matthew è innocente, l’Ufficio Stranieri britannico lo sa e ha chiarito alle autorità degli Emirati Arabi che Matthew non è una spia per loro”, ha dichiarato la donna, che ha aggiunto: “L’intero caso è stato trattato in modo spaventoso fin dall’inizio, senza che nessuno lo prendesse sul serio”.

Le speranze della moglie del ricercatore di un intervento del governo sarebbero vane, secondo alcuni analisti. Marc Owen Jones, ricercatore presso l’Università Hamad bin Khalifa, in Qatar, ha dichiarato al quotidiano The New Arab che, nonostante questo caso sia molto grave, “è improbabile che causi un enorme turbamento nei rapporti tra Regno Unito e Emirati Arabi Uniti”. Il rapporto sarebbe “teso”, ma “come il Regno Unito ha chiaramente affermato in precedenza, il commercio trionfa sui diritti umani, in particolare in questo momento di disperazione post Brexit in cui è necessario recuperare le perdite causate dall’uscita dall’UE”. Il ricercatore ha aggiunto che “indubbiamente Matthew viene usato come una sorta di merce di scambio e gli EAU stanno forse approfittando della posizione internazionale più debole del Regno Unito per fare leva su questo, tuttavia, a meno che non venga raggiunto un accordo specifico, è improbabile che un caso come questo possa mettere seriamente a rischio le relazioni economiche della Gran Bretagna con gli Emirati Arabi Uniti”. Se è vero che il commercio trionfa sui diritti umani, i cittadini britannici lo scopriranno presto. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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