Iraq, leader del Movimento Sadrista: “Mosul è in pericolo”

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 10:29 in Iraq Medio Oriente

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La città irachena di Mosul è in pericolo a causa della presenza di cellule terroristiche ancora attive e di “mani corrotte” che stanno traendo vantaggio dalla situazione. È quanto ha dichiarato Muqtada al-Sadr, il leader del partito politico iracheno Movimento Sadrista che, sul proprio account Twitter, ha lanciato l’avvertimento alle autorità del Paese mediorientale.

Lo Stato Islamico aveva invaso Mosul nel 2014, trasformandola nella propria capitale irachena fino alla liberazione della città, avvenuta il 9 luglio 2017, dopo 9 mesi di operazioni militari. Nonostante l’Iraq abbia dichiarato la vittoria militare sull’ISIS il 9 dicembre scorso, il paese mediorientale, insieme alla Siria, continua ad essere teatro di violenti attacchi terroristici. L’ultimo attentato a Mosul si è verificato l’8 novembre, quando un’autobomba è esplosa nei pressi di un ristorante, uccidendo 3 persone e ferendone altre 12.

Secondo quanto riportato dal sito iracheno Iraqi News, 5 militanti dell’ISIS sono stati uccisi, martedì 20 novembre, in un’operazione delle forze irachene, diretta dal generale Hamad Names al-Jabouri. Nello specifico, le forze SWAT di Baghdad, con l’aiuto degli aerei della coalizione internazionale a guida americana, hanno compiuto un raid nel villaggio di al-Menkar, nel Sud di Mosul. Sempre il 20 novembre, l’esercito iracheno ha reso noto di aver ucciso altri 40 militanti dell’ISIS in un bombardamento condotto in Siria.

Secondo l’esperto di gruppi armati iracheno, Hashem al-Hashemi, in Iraq, l’ISIS ha adottato nuove tattiche militari, sin dalla sconfitta del dicembre 2017. In particolare, Hasmemi ha spiegato che, dopo che i comandanti dello Stato Islamico, avevano deciso di inviare i loro combattenti verso il deserto e le montagne, in aree sparse per l’Iraq e la Siria, l’organizzazione ha fatto ricorso alla cosiddetta “guerra ibrida di bande”, adottando anche le tattiche del “combattente fantasma”, con l’obiettivo di seminare il caos in aree in cui la sicurezza è molto fragile, come quelle con diversità confessionali o etniche. Secondo l’esperto, la nuova tattica dell’ISIS include anche l’impiego di combattenti in aree popolate principalmente da minoranze. In relazione all’attività economica del gruppo, Hashemi ha dichiarato che l’organizzazione ha iniziato a fare affidamento sull’autofinanziamento tramite furti, rapimenti e ricatti. A suo avviso, i militanti stanno facendo ciò perché hanno perso la capacità di ricevere finanziamenti esteri e di guadagnare dagli investimenti che avevano fatto vendendo petrolio in Iraq e in Siria.

Alla luce di tale situazione, al-Jabouri ha dichiarato che nessuna provincia irachena può auto-difendersi al momento, motivo per cui l’esercito deve mantenere il controllo su tutto il Paese. Nel corso di un meeting con il governatore di Mosul, Nofal al-Akoub, e altri ufficiali della provincia, al-Jabouri ha riferito di non voler abbandonare la città, nonostante la fine del suo incarico. A suo avviso, tutti gli ufficiali devono impegnarsi a tenere alto il morale dei soldati e a far sì che i cittadini non vengano intimiditi, affinché conducano una vita quanto più normale possibile.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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