Ex primo ministro della Macedonia ottiene asilo politico in Ungheria: UE chiede spiegazioni

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 15:29 in Macedonia Ungheria

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L’ex Primo Ministro della Macedonia, Nikola Gruevski, che aveva lasciato il suo Paese alla volta dell’Ungheria, per fuggire ad una condanna di due anni di prigione per corruzione, ha ottenuto asilo politico, martedì 20 novembre. La notizia è stata pubblicata il giorno stesso su Magyar Idök, quotidiano ungherese collegato al governo, che ha riferito che la richiesta di Gruevski era stata approvata.

Alcune ore dopo, lo stesso Gruevski ha diffuso la notizia attraverso un post su Facebook, in cui ha scritto essere stato vittima di una “persecuzione politica” in Macedonia. Più precisamente, l’ex Primo Ministro ha dichiarato: “Nella richiesta di asilo politico ho indicato di averne bisogno per via di una persecuzione politica da parte del nuovo governo, guidato dall’Unione Social Democratica”.  Anche prima di fuggire in Ungheria, Gruevski aveva insistito sul fatto che il procedimento giudiziario contro di lui fosse una montatura politica, architettata dal nuovo governo guidato dall’Unione Social Democratica, il partito antagonista di VMRO-DPMNE, di cui lui è stato leader per molti anni, a partire da maggio 2003. Nel post pubblicato su Facebook, l’ex Primo Ministro ha fatto riferimento ad audio acquisiti illegalmente, discriminazione e prove e condanne costruite. Le autorità macedoni hanno riferito che Gruevski ha ricevuto un giusto processo ed hanno presentato una richiesta di estradizione.

Molti esperti hanno colto la paradossalità di questo avvenimento. Il Guardian, per esempio, scrivendo che “Il politico anti-asilo Orban ha fatto un’eccezione per un amico in difficoltà”, ha spiegato che nonostante il Primo Ministro ungherese sia orgoglioso di aver reso il suo Paese uno dei luoghi in Europa in cui è più difficile chiedere asilo, tale ostilità non è stata estesa a Nikola Gruevski, che ha avuto una lunga amicizia con Orban. Tale amicizia, spiega il quotidiano britannico, va avanti dai tempi in cui Gruevski era il Primo Ministro della Macedonia, carica che ha svolto per 10 anni, dal 28 agosto 2006 al 18 gennaio 2016, quando si è dimesso a seguito di uno scandalo causato da alcune intercettazioni.

Non è ancora chiaro il percorso seguito da Gruevski per arrivare fino a Budapest. Sembra che abbia attraversato l’Albania, il Montenegro e la Serbia. All’ex Primo Ministro macedone è stato permesso di rimanere a Budapest mentre la sua richiesta di asilo veniva processata, concessione che non viene accordata a tutti i i richiedenti asilo. Ciò è stato giustificato da Zoltán Kovács, portavoce del governo ungherese, che ha spiegato che “ci sono dei precedenti che suggeriscono che casi straordinari come questo meritano una considerazione straordinaria”, e ne è un esempio anche l’estrema velocità con cui la richiesta è stata processata.

Il Guardian ha interpretato la concessione dell’asilo come “l’ultimo di una serie di gesti provocatori di Orban che hanno lasciato gli altri Paesi dell’Unione Europea e della NATO perplessi su come rispondere”. Occorre ricordare che il partito di cui Gruevski è stato a lungo leader, VMRO-DPMNE, si è fortemente opposto al trattato di Prespa, raggiunto da Alexis Tsipras e Zoran Zaev, il 17 giugno. Se l’accordo venisse ratificato, in cambio della decisione della Macedonia di cambiare il suo nome in “Repubblica della Macedonia del Nord”, la Grecia solleverebbe il veto sul suo ingresso nella NATO e nell’Unione Europea.

Bruxelles ha seguito gli eventi degli ultimi giorni, augurandosi che questi non venissero politicizzati, come ha riferito un portavoce dell’UE al quotidiano Balkan Insight, in una nota scritta. La dichiarazione sottolinea l’importanza del rispetto dello stato di diritto, attualmente al centro di un conflitto tra l’UE e l’Ungheria. L’apice di tale confronto è stato raggiunto il 12 settembre, quando il Parlamento Europeo ha deciso, con 448 voti favorevoli, di avviare la procedura prevista dall’Articolo 7 del TUE nei confronti dell’Ungheria, considerata colpevole di minare i valori democratici e dello stato di diritto del blocco europeo. Si è trattato del primo caso in cui l’organo legislativo dell’UE si è trovato a valutare la possibilità di imporre sanzioni politiche ad un suo membro per via di una presunta minaccia ai valori europei. Nella dichiarazione, menzionata dal quotidiano balcanico si può leggere  che “lo stato di diritto è un principio fondamentale dell’UE, sia per gli Stati membri che per i Paesi candidati”, quest’ultimo è lo status della Macedonia, che ha fatto domanda di adesione nel 2004 ma i cui negoziati sono subordinati alla ratifica del trattato di Prespa.

All’indomani della conferma del fatto che Gruevski ha ottenuto l’asilo politico, ovvero mercoledì 21 novembre, l’Unione Europea ha chiesto spiegazioni all’Ungheria. Johannes Hahn, Commissario europeo per la politica di vicinato e i negoziati per l’allargamento, in un tweet indirizzato al Primo Ministro Ungherese, ha scritto “ho preso nota della decisione dell’Ungheria di concedere l’asilo politico a Nikola Gruevski. Se ciò è confermato, mi aspetto una valida spiegazione del motivo da parte di Viktor Orban”. Qualche ora dopo, in un altro tweet, Hahn ha rimarcato l’importanza dello stato di diritto, spiegando che questo è uno dei criteri fondamentali per l’accesso nell’UE, e che la Macedonia sta facendo grandi progressi in questo campo, specialmente in materia di giustizia penale, aggiungendo che “Tutti gli Stati membri e quelli del vicinato dovrebbero supportare questo processo, perché si tratta di una questione di credibilità”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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