Caso-Gibilterra: la Spagna pronta a votare contro l’accordo sulla Brexit

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 12:31 in Spagna UK

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Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato il 20 novembre scorso che Madrid voterà contro l’accordo sulla Brexit senza “cambiamenti sostanziali” al protocollo che riguarda Gibilterra.

Un ultimatum già lanciato lunedì 19 novembre dal ministro degli Esteri, Josep Borrell , al termine del Consiglio degli affari generali, il cui obiettivo era preparare il vertice straordinario di domenica prossima per portare avanti l’accordo con il Regno Unito.

“Solo 72 ore  fa abbiamo riscontrato che l’accordo sull’uscita del Regno Unito dalla UE non chiarisce qualcosa che è fondamentale per noi, ed è fondamentale dal punto di vista del paese: Gibilterra non appartiene al Regno Unito, quindi come paese non possiamo accettare che cosa accadrà a Gibilterra dipenda dalla trattativa Regno Unito con l’Unione europea, ma dovrà essere oggetto di negoziati tra la Spagna e il Regno Unito” – ha spiegato Sánchez intervenendo al  “The Spain Summit 2018” organizzato a Madrid dall’Economist. Sánchez lamenta inoltre che la capacità di negoziare della Spagna non viene riconosciuta nel testo UE.

“Pertanto, ad oggi, un governo pro-europeo voterà No alla Brexit in questi termini, e se un governo europeista come questo si trova in questa situazione, significa che qualcuno a Bruxelles non ha fatto bene il suo lavoro” – ha attaccato il leader socialista.

“Se domenica 25 [quando è previsto il vertice straordinario di Bruxelles sull’accordo]  l’accordo di ritiro e la Dichiarazione politica del futuro rimangono nei termini in cui sono ora, la Spagna voterà No” – ha concluso il premier spagnolo.

Secondo fonti della Moncloa, Sánchez ha parlato nella mattinata di martedì 20 novembre con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker ed ha intenzione di fare lo stesso con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Inoltre il governo spagnolo sta cercando di stabilire un contatto con Theresa May. Oltre a questi contatti, sono stati presi provvedimenti a tutti i livelli per chiarire che le relazioni future di Gibilterra con la UE sono negoziate dal Regno Unito e dalla Spagna. Lo scopo del governo spagnolo è che questo aspetto venga riconosciuto sia nell’accordo di ritiro che nella Dichiarazione politica. La Spagna, dicono fonti del governo di Madrid, chiede qualcosa di ragionevole e le stesse fonti della Moncloa si dicono ottimiste riguardo alla possibilità che Bruxelles accolga le richieste spagnole.

La parte del progetto di accordo tra il Regno Unito e la UE, cui hanno fatto riferimento Sánchez e Borrell è l’articolo 184 che prevede che Londra e Bruxelles negozino rapidamente l’accordo che regoli le loro future relazioni durante il periodo di transizione. Madrid chiede che Gibilterra venga esplicitamente esclusa da questo punto, oltre a chiedere un riferimento chiaro alla Rocca nella cosiddetta Dichiarazione Politica, il secondo documento che i membri UE sono chiamati a votare domenica.

Per il governo spagnolo l’articolo 184 è “ambiguo”, perché parla della negoziazione del nuovo rapporto tra Bruxelles e Londra, ma il caso di Gibilterra non è menzionato. Inoltre, il testo dell’accordo di uscita di Londra dalla UE, approvato la scorsa settimana dal Gabinetto di Theresa May contiene un protocollo su Gibilterra, che è valido solo fino alla fine del periodo di transizione. Vale a dire, che dal 2020 non ci sono informazioni concrete sulla situazione della Rocca.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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