Attacco armato in Kenya: rapita volontaria italiana di 23 anni

Pubblicato il 21 novembre 2018 alle 8:47 in Africa Kenya

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Una volontaria italiana di 23 anni, Silvia Romano, della ong Africa Milele Onlus, è stata sequestrata nel corso di un attacco armato in Kenya contro un centro commerciale di Chakama, a 80 km dalla città turistica di Malindi, nella regione Sud-orientale di Kilifi, non lontana dal confine con la Somalia. Complessivamente, 5 persone sono rimaste ferite, tutte al di sotto dei 25 anni. Si tratta della prima volta in cui una persona straniera viene rapita in molti anni nel Paese africano.

Secondo quanto riferito da un testimone a Reuters, gli aggressori, armati di fucili AK-47, erano di origini somale. “Gli attentatori avevano vestiti tipici della tradizione somala e parlavano in somalo”, ha spiegato il testimone. Al momento, il governo italiano non ha rilasciato alcun commento e la polizia keniota non ha riferito se i militanti fossero dell’organizzazione terroristica somala al-Shabaab. “Non abbiamo ancora stabilito né le motivazioni dell’attacco né l’identità degli aggressori”, ha chiarito un poliziotto. Un secondo testimone, tuttavia, ha dichiarato che l’obiettivo dei militanti era quello di prendere soldi ma, una volta presa la volontaria italiana, hanno lasciato il villaggio sparando in aria.

Al Shabaab, in arabo “la gioventù”, è una potente organizzazione politico-militare fondata in Somalia, nel 2006 ed affiliata ad al-Qaeda. Fino al 2015 controllava gran parte del Paese, inclusa la capitale Mogadiscio. Negli ultimi anni, l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotels, check-point militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

L’organizzazione terorristica colpisce frequentemente anche il vicino Kenya, soprattutto nelle zone di confine con la Somalia, mirando a esercitare pressione sul governo di Nairobi, affinché ritiri le proprie truppe dal territorio somalo. Dal 2011, il Kenya fa parte della missione dell’Unione Africana in Somalia, AMISOM, la quale tenta di difendere il governo di Mogadiscio dalla furia dei terroristi. Gli attentati più mortali compiuti da al-Shabaab in Kenya sono avvenuti il 21 settembre 2013, presso il Westgate shopping mall di Nairobi, in cui morirono almeno 67 persone, e il 2 aprile 2015 nel Nord-Est del Paese, dove militanti armati fecero irruzione nel Garissa University College, uccidendo 148 individui.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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