La famiglia reale saudita volta le spalle al principe ereditario

Pubblicato il 20 novembre 2018 alle 11:29 in Arabia Saudita Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I membri della famiglia reale dell’Arabia Saudita si stanno dimostrando decisi ad impedire che il principe ereditario Mohammed bin Salman (MBS) diventi re, dopo il tumulto internazionale per l’omicidio del giornalista saudita, Jamal Khashoggi.

Nel frattempo, diversi alti funzionari statunitensi hanno indicato ai consiglieri sauditi di sostenere il principe Ahmed bin Abdulaziz, ex vice ministro dell’interno per quasi 40 anni, come potenziale successore di Re Salman. Alla luce dell’indignazione internazionale scatenata dall’omicidio di Khashoggi, dozzine di principi e cugini della famiglia Al Saud desiderano vedere un cambiamento nella linea di successione, ma non agiranno mentre Re Salman, il padre 82enne del principe ereditario, è ancora vivo. Tale decisione è dettata dal fatto che essi riconoscono che improbabile che il re si rivolti contro il suo figlio prediletto.

Il principe Ahmed, invece, l’unico fratello superstite del re Salman, avrebbe il sostegno degli altri membri della famiglia, dell’apparato di sicurezza e di alcune potenze occidentali, secondo una fonte saudita. Ahmed è tornato a Riad nel mese ottobre dopo aver trascorso 2 mesi all’estero. Durante il suo viaggio, il principe ha criticato lattuale leadership saudita, rispondendo ad alcuni manifestanti radunati fuori da una residenza londinese che inneggiavano alla caduta della dinastia Al Saud. Ahmed era una delle 3 persone parte del Consiglio di Allegiance, costituito dai membri più anziani della famiglia dominante, i quali si sono opposti alla possibilità di rendere MBS il principe ereditario nel 2017.

La Casata Saud è composta da centinaia di principi. A differenza delle tipiche monarchie europee, non esiste una successione automatica dal padre al figlio maggiore. Secondo le tradizioni tribali del regno, il re e i membri della famiglia senior di ciascun ramo selezionano indipendentemente l’erede che ritengono più adatto a regnare.

Da parte sua, un alto funzionario degli Stati Uniti ha dichiarato che la Casa Bianca non ha fretta di prendere le distanze da MBS, nonostante le pressioni dei legislatori e la valutazione della CIA circa l’omicidio di Khashoggi. Ciò, secondo al Jazeera English, potrebbe cambiare una volta che Trump avrà ottenuto un rapporto definitivo sull’uccisione da parte della comunità dell’intelligence. Malgrado tali affermazioni, secondo fonti saudite, alcuni funzionari statunitensi sono inquieti sia circa il ruolo sospetto di MBS nell’assassinio di Khashoggi, sia circa la decisione di quest’ultimo di sollecitare il Ministero della Difesa saudita ad esplorare forniture di armi alternative a quelle della Russia.

Per quanto riguarda il brutale omicidio di Khashoggi, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il 20 novembre, ha dichiarato che, secondo la CIA, è stato proprio MBS a dare l’ordine di uccidere il giornalista. A ciò, Adel al-Jubeir ha aggiunto che: “Noi nel regno sappiamo che le accuse del principe ereditario non hanno fondamento e le rifiutiamo categoricamente. Esse sono fughe di notizie non annunciate ufficialmente e ho notato che si basano su una valutazione, non su prove conclusive.

Dalla sua ascesa, MBS ha ottenuto il sostegno popolare con riforme sociali ed economiche di alto profilo, tra cui la messa al bando della proibizione diretta alle donne che impediva a queste ultime di guidare e andare cinema. Nonostante ciò, le riforme in questione sono state accompagnate da una guerra al dissenso e dalla condanna dei massimi esponenti reali e di diversi uomini d’affari sulla base di accuse di corruzione. Mohammed bin Salman ha anche emarginato diversi membri anziani della famiglia reale e ha consolidato il controllo sulle agenzie di sicurezza e di intelligence saudite.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.