Incontro Regno Unito – Iran: l’irritazione di Trump

Pubblicato il 20 novembre 2018 alle 21:15 in Iran UK USA e Canada

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L’incontro tra il segretario di Stato per gli Affari Esteri britannico, Jeremy Hunt, con la sua controparte iraniana, Mohamad Zarif, avvenuto lunedì 19 novembre, ha formato un nuovo tassello nella dialettica tra Stati Uniti e Regno Unito rispetto alla questione Iran, ritornata al centro dell’attenzione della comunità internazionale a causa delle nuove sanzioni imposte dal governo americano. 

Secondo l’agenzia di stampa iraniana ISNA, il tema dell’incontro è stato uno speciale sistema di pagamento ideato dall’Unione Europea, lo Special Purpose Vehicle (SPV), creato per eludere le nuove sanzioni statunitensi, rinforzate il 4 novembre, e per risarcire lo Stato iraniano del recesso americano dagli accordi del 2015. In tal modo l’Europa sta dimostrando non soltanto l’intenzione di rispettare i patti, ma anche di difenderli dal tentativo di Trump di farli naufragare.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha manifestato la propria irritazione durante una telefonata con la premier britannica, Theresa May, la quale aveva telefonato al capo della Casa Bianca in elezioni per il rinnovo del Congresso americano. 

È importante sottolineare infatti che Hunt è stato il primo rappresentate occidentale di alto rango a visitare la Repubblica Islamica dopo il ritiro americano dagli accordi. Il segretario inglese, poco prima della sua visita a Teheran, ha definito gli accordi sul nucleare come un elemento vitale per la stabilità del Medio Oriente e ha rimarcato come questi abbiano bisogno di essere rispettati in toto, come il Regno Unito intende fare.

L’IRNA ha rivelato che l’incontro ha toccato altri temi rilevanti per la sicurezza del Medio Oriente, tra cui la guerra in Yemen. Il The Guardian ha riferito che Hunt aveva intenzione di rivolgere un appello personale per il rilascio per ragioni umanitarie della cittadina inglo-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe, in custodia per accuse di spionaggio dall’aprile del 2016 e condannata a 5 anni, per ragioni umanitarie.

Il 5 novembre, il Dipartimento del Tesoro ha annunciato un nuovo pacchetto di sanzioni, definito il più grande mai imposto, contro l’Iran, che colpisce oltre 700 individui, entità, aerei e navi di Teheran. Secondo quanto riferito dal comunicato del Tesoro, la mossa americana fa parte della re-imposizione delle sanzioni sulle attività nucleari iraniane, conseguenti l’uscita degli USA dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), il patto nucleare concluso con l’Iran il 14 luglio 2015. L’obiettivo delle misure restrittive, ha spiegato il comunicato, è quello di impedire che Teheran continui a finanziare le proprie attività maligne, e esercitare una forte pressione finanziaria sul regime iraniano, affinché questo negozi un nuovo accordo che neghi qualsiasi sviluppo o acquisto nucleare o missilistico.

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di Redazione

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