Cuba: il ritorno dei russi preoccupa Washington

Pubblicato il 20 novembre 2018 alle 13:41 in Cuba Russia

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La Russia potrebbe riaprire basi militari a Cuba. A riferirlo è la stampa britannica, che cita fonti della Jamestown Foundation, istituto di ricerca e analisi politica fondato nel 1984 per dare assistenza ai dissidenti sovietici e successivamente specializzatosi in analisi geostrategica. In particolare Mosca potrebbe riaprire la stazione SIGINT (Signal Intelligence) di Lourdes, alle porte dell’Avana, 150 Km a sud della Florida.

A destare preoccupazione a Washington è l’accordo siglato il 14 novembre scorso tra il ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, e il ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba, Leopoldo Sintra Frias. Al termine del vertice la Difesa russa si è limitata a comunicare: “la Russia e Cuba intendono sviluppare una cooperazione pratica tra i dipartimenti della difesa dei due paesi”.

Secondo la fonte, citata dalla stampa russa, la riapertura della stazione radio-elettronica a Cuba, in funzione tra il 1962 e il 2002, rientrerebbe tra le misure che Vladimir Putin intende assumere in risposta alla decisione di Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty). Il Presidente russo ha infatti annunciato che Mosca “prenderà contromisure” se gli USA denunciassero il Trattato sui missili nucleari a raggio intermedio, siglato da Ronald Reagan e Michail Gorbachev nel 1987.

In ripetute occasioni, dall’inizio della crisi in Crimea e in Ucraina Orientale, con il conseguente peggioramento delle relazioni tra Mosca e Washington, Vladimir Putin ha negato l’intenzione di riattivare la stazione SIGINT di Lourdes, conosciuta anche come “la base delle spie”. Le ultime indiscrezioni, tuttavia, non sono state commentate né dal Cremlino né dalla Difesa russa.

Negli ultimi quattro anni, dalla decisione di Putin di annullare il debito contratto da Cuba con l’URSS e con la Federazione russa, i legami tra Mosca e L’Avana sono sensibilmente migliorati. Il Cremlino sottolinea le “storiche” relazioni con Cuba per rimarcare che i pessimi rapporti dell’era Eltsin sono stati solo una parentesi. Una relazione che passa non solo dal sostegno economico e tecnico e dalle forniture di petrolio con cui Mosca supplisce quello che il Venezuela in crisi non riesce più a dare a Cuba, ma anche dai simboli. Non è un caso che, per il cinquecentesimo anniversario della fondazione dell’Avana, la Russia stia restaurando il Campidoglio, monumento simboli della capitale cubana e presto nuovamente sede del parlamento dell’isola. Le lamine d’oro che Mosca invierà per completare il restauro della cupola costano 300.000 dollari, l’intera opera quasi 8 milioni. 

 

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Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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