Theresa May: “Con la Brexit nuovo sistema di immigrazione”

Pubblicato il 19 novembre 2018 alle 17:29 in Immigrazione UK

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La premier inglese, Theresa May, ha reso noto che, una volta realizzata la Brexit, i migranti otterranno il diritto di vivere e lavorare nel Regno Unito in base alle loro competenze, e non più in base al Paese di provenienza. Ciò significa che, come spiega il quotidiano inglese, The Independent, che i cittadini provenienti dagli altri Paesi europei non avranno più la precedenza per emigrare in Gran Bretagna.

La dichiarazione è stata rilasciata nel bel mezzo delle tensioni in seno al governo inglese, che si è sgretolato in seguito all’accordo sulla Brexit raggiunto nel corso della settimana passate tra Unione Europea e Gran Bretagna. Tale accordo prevede che il Regno Unito protegga la cooperazione e garantisca di evitare un confine rigido tra Irlanda del Nord e Irlanda del Sud, comprese qualsiasi infrastruttura fisica e controlli correlati, e tenendo presente che qualsiasi patto futuro dovrà essere compatibile con questi requisiti generali. In particolare, l’Irlanda del Nord manterrà un pieno allineamento con le norme del mercato interno europeo e con l’unione doganale, fino a quando non sarà concordato un accordo alternativo. Allo stesso tempo, il protocollo afferma che nulla impedisce al Regno Unito di garantire un accesso al mercato senza restrizioni per le merci che si spostano dall’Irlanda del Nord al resto del mercato interno del Regno Unito.

In seguito all’annuncio di tale accordo, si sono dimessi il ministro per la Brexit, Dominic Raab, il sottosegretario per l’Irlanda del Nord, Shailesh Vara, il ministro per il lavoro e le pensioni, Esther McVey, e la sottosegretaria alla Brexit, Suelle Braverman, i quali si sono dichiarati tutti contrari al patto raggiunto. A loro avviso, “non onora il referendum” del 23 luglio 2016. May ha commentato gli eventi riferendo che il compimento della Brexit comporta scelte difficili per tutti i membri del governo. “Mi rendo conto che il processo è stato molto frustrante, ma votare contro questo accordo ci fa fare passi indietro”, ha spiegato la premier. Da quando si è insediata a Downing Street, il 13 luglio 2016, si sono dimessi complessivamente 21 membri del governo ma, finora, May è riuscita ad andare avanti.

Di fronte alle ultime tensioni, la premier sta cercando di spostare il dibattito sull’immigrazione per allontanarlo da questioni più tecniche relative ai confini con l’Irlanda. Nella giornata di domenica 18 novembre, May ha sottolineato che, anche quando il regno Unito sarà fuori dall’UE, continuerà a usufruire del contributo positivo apportato dall’immigrazione, ma in maniera differente. “Una volta che usciremo, avremo noi il pieno controllo di chi entra e non sarà più che i cittadini europeo, al di là delle competenze, potranno saltare le file e passare avanti a cittadini provenienti da altri Paesi come l’Australia o l’India”, ha spiegato May, aggiungendo che il nuovo sistema sarà basato interamente sulle competenze dei migranti.

Il governo inglese è convinto che la questione migratoria sia centrale nella lotta per ottenere il supporto all’accordo sulla Brexit, in vista del voto del parlamento previsto nel mese di dicembre. È previsto che il primo ministro si rechi a Bruxelles questa settimana per incontrate il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, prima di prendere parte ad un summit per firmare l’accordo di uscita dall’UE, in 27 novembre.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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