Francia e Marocco uniti contro l’immigrazione illegale

Pubblicato il 19 novembre 2018 alle 14:30 in Francia Immigrazione Marocco

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La Francia e il Marocco vogliono rafforzare la cooperazione per contrastare l’immigrazione irregolare.

In seguito all’inaugurazione delle nuove ferrovie ad alta velocità (LGV) nel Paese nordafricano, avvenuta nel corso della settimana passata in presenza del presidente Emmanuel Macron, il ministro dell’Interno francese, Chrisophe Castaner, ha colloquiato con la controparte marocchina, Abdelouafi Laftit, a Rabat. I due hanno concordato di voler consolidare la collaborazione nella lotta ai trafficanti di esseri umani. In particolare, Castaner ha affermato che la Francia ha molto da imparare dalla cooperazione con il Marocco in ambito di sicurezza e immigrazione, motivo per cui intende approfondire i legami con Rabat. “Il traffico di migranti è un problema su cui dobbiamo cooperare ancora di più. Dal momento che il Marocco è un Paese di transito, necessita un forte sostegno”, ha spiegato il ministro francese.

Lo Stato nordafricano, che costituisce una rotta chiave per i migranti dell’Africa sub-sahariana che vogliono raggiungere la Spagna e l’Europa, ha reso noto che, dall’inizio del 2018, ha intercettato e fermato oltre 54.000 persone che tentavano di imbarcarsi illegalmente per attraversare il Mediterraneo. La Spagna, invece, dall’inizio dell’anno, ha registrato oltre 50.000 arrivi via terra e via mare, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), rendendo la rotta del Mediterraneo occidentale la più attraversata.

Il 31 ottobre, il ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian aveva enfatizzato l’importanza dei rapporti tra Francia e Marocco in ambito della sicurezza, essenziali, a suo avviso, per rispondere alla minaccia terroristica. In seguito all’attentato che ha colpito Marrakesh il 28 aprile 2011, che ha causato la morte di 17 persone, le autorità marocchine hanno modernizzato il proprio apparato di sicurezza, soprattutto per combattere la radicalizzazione ed il crimine organizzato.

Nello specifico, il Marocco ha investito massicciamente nelle sue unità di intelligence e di polizia, creando sofisticate reti di cooperazione e condivisione tra le principali forze antiterrorismo del Paese. L’Ufficio Centrale per le Indagini giudiziarie del Marocco (BCIJ), è stato spesso descritto come “l’FBI marocchino”, in quanto composto da 400 detective e 700 agenti sul campo, altamente qualificati e preparati per sradicare le varie forme di terrorismo nazionale e transnazionale. Tale organo lavora in collaborazione con altri sotto-dipartimenti e sotto-divisioni di sicurezza, sotto la guida del Ministero dell’Interno, creando una vasta gerarchia interconnessa di unità anti-terrorismo. Dal 2015 all’aprile 2018, gli agenti del BCIJ hanno neutralizzato 815 terroristi e smantellato 53 cellule. Tra gennaio e settembre 2018, le autorità marocchine hanno invece fermato oltre 68.000 migranti senza documenti e smantellato 122 reti criminali.

Nel frattempo, domenica 18 novembre, un naufragio al largo delle costa atlantica del Marocco ha causato la dispersione di 22 persone. Tre superstiti sono riusciti a raggiungere la riva a nuoto e ad avvertire le autorità dell’incidente. Secondo le prime indagini, i migranti stavano cercando di raggiungere le isole Canarie.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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