Elezioni regionali a Taiwan: una misura dell’interferenza cinese

Pubblicato il 18 novembre 2018 alle 9:21 in Asia Cina

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L’isola di Taiwan si prepara alle sue elezioni regionali  – in programma il 24 novembre – in cui la popolazione eleggerà i leader a livello municipale e di contea e si esprimerà su diversi quesiti referendari come quello sull’energia nucleare e sull’uguaglianza dei matrimoni, compresi quelli tra persone dello stesso sesso.

Il valore delle elezioni regionali, però, è soprattutto quello di testare la popolarità attuale del Partito Democratico Progressista al governo, guidato dalla presidente Tsai Ing-wen e di misurare l’ingerenza di Pechino nelle questioni interne dell’isola.

Il Partito Democratico Progressista, al governo dal 2016, porta avanti l’idea della non-dipendenza politica dell’isola di Taiwan nei confronti della Cina continentale. Pechino vede Taiwan – che di fatto gode di un governo indipendente da quello comunista del Continente dal 1949 e di più ampie libertà democratiche – come una sua regione “speciale” parte integrante del suo territorio nazionale e punta a riunificarla al resto del Paese.

Con le elezioni regionali è possibile che il Partito al potere mantenga la maggioranza nelle 22 città e contee dell’isola, ma sarà da vedere quali numeri riuscirà a mettere insieme il principale Partito di opposizione, il partito nazionalista del Kuomintang (KMT – in trascrizione fonetica pinyin usata in Cina, Guomindang), che è favorevole alla riunificazione dell’isola con Pechino e a un approccio morbido dei confronti del Continente.

Un altro aspetto interessante delle elezioni regionali sarà la riconferma o meno del sindaco di Taipei, Ko Wen-je, che si presenta come indipendente da ciascuno dei due principali Partiti e che ha iniziato il suo primo mandato nel 2014 con il sostegno del Partito Democratico Progressista. Secondo gli analisti, Ko Wen-je potrebbe decidere di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2020.

Ko Wen-je, un chirurgo di 59 anni, ha visto al fine del supporto da parte del Partito al governo nei suoi confronti alla fine dell’anno scorso, quando ha approvato un festival musicale tra i due lati dello Stretto di Taiwan, perciò il Partito Democratico Progessista ha deciso di presentare un suo candidato per le elezioni regionali.

Il sindaco di Taipei è convinto di aver permesso, negli anni del suo primo mandato, la trasformazione della città in una metropoli più innovativa e sostenibile e ritiene di rappresentare la giusta scelta per coloro che sono stanchi della duratura opposizione tra il partito progressista e quello nazionalista.

Un altro test per la leadership del Partito Democratico Progressita della presidente Tsai Ing-wen sarà rappresentato dalla seconda città per importanza dell’isola, Kaohsiung (Gaoxiong in pinyin), fortino dell’indipendentismo taiwanese negli ultimi 20 anni e sede di una importante base navale dell’isola. Perdere il governo della città sarebbe una sconfitta dolorosa per il Partito Democratico Progressista che guarda già alle elezioni presidenziali del 2020.

Secondo alcune analisi, la campagna elettorale per la poltrona del sindaco di Koahsiung potrebbe essere teatro di una interferenza da parte di agenti sostenuti dal governo centrale di Pechino. Il Direttore Generale per le Indagini del Ministero della Giustizia di Taiwan ha reso noto che sono state avviate le indagini su 33 casi di finanziamenti sospetti provenienti dalla Cina e volti a sostenere le campagne elettorali per lo scrutinio del 24 novembre. Secondo il Direttore Generale, l’interferenza di Pechino consisterebbe nell’uso di mezzi finanziari destinati a sostenere singoli candidati.

Inoltre, secondo diverse fonti taiwanesi, la Cina starebbe portando avanti un’ampia campagna di disinformazione che contribuisce ad aumentare la sensazione di ansia e vulnerabilità del Partito Democratico Progressista che teme già da tempo l’ingerenza di Pechino nelle questioni interne alla democrazia Taiwanese.

Il risultato delle elezioni regionali del prossimo 24 novembre sarà, dunque, come spesso accade a Taiwan, un nuovo metro di misura per comprendere quale sia la visione più diffusa tra i cittadini dell’isola in merito alla sempre aperta disputa con la Cina continentale e, forse, permetterà anche di misurare il grado di influenza che quest’ultima riesce ad esercitare sull’espressione della volontà popolare di Taiwan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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