USA: Trump potrebbe non imporre nuovi dazi sulla Cina, Pence lo contraddice

Pubblicato il 17 novembre 2018 alle 12:55 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, venerdì 16 novembre ha dichiarato che potrebbe non imporre ulteriori dazi sui beni cinesi, dopo l’invio da parte di Pechino di una lista di misure che vuole adottare per risolvere le tensioni commerciali fra i due Paesi.

Il documento cinese include 142 attività divise in tre categorie. La prima include problematiche che la Cina vuole negoziare, la seconda condizioni alle quali Pechino sta già lavorando e la terza alcune situazioni che sono considerate off limits. Tuttavia, secondo Trump “sono state lasciate fuori quattro o cinque cose molto importanti” e, pertanto, tale lista non è ancora accettabile. Il leader della Casa Bianca si è però detto convinto che le condizioni mancanti potranno essere aggiunte in un successivo accordo con la Cina. Alcune fonti hanno comunicato che l’offerta di Pechino è una rielaborazione delle offerte precedenti. L’amministrazione Trump vuole che Pechino faccia dei sostanziali cambiamenti alle politiche cinesi relative alla protezione della proprietà intellettuale, al trasferimento tecnologico, alle sovvenzioni industriali e all’accesso al mercato domestico, congiuntamente alla richiesta di intraprendere una serie di azioni volte alla riduzione del deficit di 357 miliardi dollari in beni statunitensi con la Cina.

Trump incontrerà il presidente cinese, Xi Jinping, in occasione del summit del G20, che si terrà in Argentina alla fine di novembre. Secondo alcuni funzionari, i due leader potrebbero stringere un accordo per porre fine alla guerra commerciale in quell’occasione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che non riprenderanno i negoziati con la Cina fino a quando non vedranno una risposta concreta alle proprie richieste da parte di Pechino. Tuttavia, a novembre sono riprese una serie di trattative informali fra i due Paesi, dopo la telefonata tra Trump e il presidente Xi.

Il team di consiglieri economici di Trump ha visioni conflittuali riguardo alla firma di un patto con la Cina. Alcuni membri, come ad esempio Peter Navarro, responsabile per il commercio, ritengono sia meglio adottare una atteggiamento duro per quanto riguarda gli scambi, fino a quando Pechino non farà delle profonde riforme economiche. Altri consiglieri, come Larry Kudlow, vogliono vedere la Cina adottare i cambiamenti, ma hanno fatto pressioni perché si raggiunga un accordo che eviti ulteriori scontri commerciali tra le due più grandi economie mondiali.

Nonostante le dichiarazioni di Trump, sabato 17 novembre il vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, in occasione del suo discorso presso il forum APEC, ha dichiarato che Washington non si ritirerà dalla disputa commerciale con la Cina, sottolineando che potrebbe addirittura raddoppiare le tariffe.

Trump aveva cominciato la guerra dei dazi con la Cina imponendo tariffe su circa 50 miliardi di dollari di prodotti cinesi, colpendo principalmente le strumentazioni industriali per evitare l’impatto diretto con i consumatori. A sua volta, la Cina aveva risposto imponendo dazi su prodotti statunitensi come carne e soia, spaventando l’industria agricola degli Stati Uniti e facendo infuriare la Casa Bianca. Il presidente statunitense aveva quindi ordinato ai suoi consiglieri di stilare una lista di 200 miliardi di dollari di prodotti cinesi da penalizzare, tra i quali molti beni di consumo. Il 7 settembre, Trump aveva dichiarato di star preparando la terza ondata di tariffe contro Pechino, che avrebbe interessato circa 267 miliardi di dollari di prodotti. Alcuni dirigenti aziendali ritengono che la questione potrà essere risolta solamente attraverso negoziati diretti tra Trump e Xi Jinping.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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