Spagna-Gibilterra: cosa prevede l’accordo sulla Brexit

Pubblicato il 17 novembre 2018 alle 6:02 in Spagna UK

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L’accordo tra Regno Unito ed Unione Europea sulla Brexit include un protocollo apposito per Gibilterra, principale interesse della diplomazia spagnola nel corso del lungo negoziato tra Londra e Bruxelles. Sin dall’inizio delle trattative Bruxelles aveva annunciato che su Gibilterra non vi sarebbe stato accordo senza il previo placet spagnolo, garantendo così a Madrid un potere negoziale senza precedenti. 

Il fatto che in Spagna risiedano più cittadini britannici di quanti spagnoli risiedano nel Regno Unito era considerato l’altro punto di forza della diplomazia spagnola, che ha offerto in diverse occasioni una “cosovranità” sulla Rocca agli inglesi. Theresa May, tuttavia, è riuscita a salvare la situazione senza nemmeno discutere la sovranità della Rocca di Gibilterra, ma in cambio Bruxelles ha ottenuto una collaborazione senza precedenti e ha aperto la porta a cambiamenti immediati, che dovrebbe includere un aumento significativo delle tasse su tabacco, benzina e alcol.

La cooperazione dovrà riguardare non solo Gibilterra ma anche i limitrofi comuni spagnoli, il cosiddetto “Campo di Gibilterra” e uno dei principali assi del negoziato a due dovrà riguardare i diritti dei lavoratori stranieri (e cioè essenzialmente spagnoli) a Gibilterra e anche il costo del lavoro. Sono circa 10.000 i lavoratori che ogni giorno attraversano la frontiera di Gibilterra.

Il protocollo prevede che senza accordo tra Spagna e Regno Unito, su Gibilterra non vi sarà accordo tra Londra e Bruxelles, e dal prossimo marzo, quando il Regno Unito uscirà formalmente dall’Unione sarà automatico il sostegno di Bruxelles alle richieste di Madrid, poiché la controversia non riguarderà più due stati membri e il vincolo di “sincera cooperazione” nelle controversie territoriali riguarderà solo la Spagna. Bruxelles, tuttavia, ha chiesto a Madrid di non esagerare, per timore che la questione di Gibilterra facesse saltare l’intero accordo. 

L’accordo impone a Londra e Madrid di “continuare a promuovere lo sviluppo economico e sociale equilibrato nella zona, soprattutto in termini di condizioni di lavoro, continuare a garantire i più alti livelli di protezione ambientale in conformità con la legislazione dell’Unione, nonché continuare a rafforzare la sicurezza per gli abitanti della zona, in particolare attraverso la cooperazione in materia di polizia e doganale”. Il protocollo, tuttavia, rinvia i punti concreti e gli altri temi sul tavolo a futuri memorandum, ancora in fase di negoziazione.

Accogliendo una delle storiche richieste di Madrid, il protocollo prevede anche accordi in materia di trasparenza fiscale nel “rispetto degli interessi finanziari delle parti interessate”, in particolare “istituendo un sistema rafforzato di cooperazione amministrativa per la lotta contro la frode, il contrabbando e riciclaggio di denaro“. Inoltre, al fine di “prevenire e scoraggiare il contrabbando di merci soggette a accise o imposte speciali, il Regno Unito deve garantire, per quanto riguarda l’alcol e benzina, un sistema fiscale che mira a prevenire attività fraudolente relative a tali prodotti sia in vigore a Gibilterra”.

Per quanto riguarda diritti di pesca, qualità dell’aria e gestione dei rifiuti si rinvia a futuri negoziati tra Spagna e Regno Unito cui l’Unione Europea “potrebbe essere invitata a partecipare”. 

La stampa spagnola parla di sensazione “agrodolce”. I critici sostengono che la posizione negoziale di Madrid era di una forza senza precedenti, e che non si sia approfittato fino in fondo di tale possibilità. Sia Alfonso Dastis, ministro degli esteri fino allo scorso giugno, sia Josep Borrell, attualmente in carica, hanno sostenuto quello che definiscono un processo graduale, “con pragmatismo e realismo”. Il problema della sovranità, tanto per il governo popolare di Mariano Rajoy come per l’attuale esecutivo socialista, è una questione “a lungo termine” che sarà presentata quando Londra e Bruxelles negozieranno le future relazioni tra Regno Unito e UE. Una condizione che Londra, fanno sapere fonti diplomatiche britanniche, non condivide, poiché la sovranità sulla Rocca di Gibilterra non è negoziabile.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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