Marocco riceverà software militare americano per migliorare i servizi dell’esercito

Pubblicato il 17 novembre 2018 alle 8:31 in Marocco USA e Canada

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Il Marocco riceverà un software militare americano per migliorare i servizi dell’esercito.

Secondo quanto riportato dal quotidiano marocchino Morocco World News, Rabat è uno dei 6 Paesi inclusi nel contratto concluso dal Dipartimento della Difesa americano e la compagnia DRS Netrowk & Imaging System, del valore di 129 milioni di dollari, per la vendita estera di software m,ilitari che miglioreranno le prestazioni dell’esercito.

La compagnia DRS produce diversi sistemi militari, tra cui servizi di supporto tecnico di sistema, servizi di supporto tecnico di supporto al sistema, servizi di supporto software di post produzione per il set di test del sistema elettrico di supporto diretto, diagnostica integrata, caricatore / verificatore software, piattaforme applicative combinate e alimentazione e servizi di diagnostica. La data di completamento stabilita dal contratto è fissata per il 6 novembre 2023.

Il Marocco è uno dei maggiori importatori di equipaggiamenti militari in Africa dopo l’Algeria, che riceve le sue attrezzature maggiormente dalla Russia. Il principale fornitore di armi del Marocco sono gli Stati Uniti. Le autorità di Rabat, nel corso dell’anno passato, hanno acquisito il 96% delle armi dagli USA, mentre l’anno precedente il 100% delle munizioni dell’esercito marocchino erano di produzione statunitense.

Il Marocco destina il 3% del PIL per le spese militari e dispone di un esercito formato da più di 373,000 soldati, di cui 198,000 attivi e 175,000 riserve. Il Conventional Arms Transfers to Developing Nation, uno studio che monitora la vendita di armi in tutto il mondo, ha riferito che, tra il 2011 e il 2015, le autorità di Rabat hanno speso 6,2 miliardi di dollari in accordi militari, 3,2% dei quali sono serviti per comprare armi dagli USA. Stando ai dati di un rapporto del 2018 pubblicato dall’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (SIPRI), gli USA rappresentano il principale fornitore militare del Marocco, con il 52% delle importazioni. Oltre agli Stati Uniti, un altro dei maggiori fornitori del il Marocco è la Russia. Il 5 luglio, il quotidiano Al Ousboue aveva reso noto che sarebbero 11 accordi militari che già collegano i due Paesi. La maggior parte risale all’ottobre 2017, quando i due governi hanno voluto avviare la cooperazione nei settori militare e della sicurezza. Inoltre, la Russia è il principale fornitore di armi per la vicina Algeria, primo importatore di attrezzature militari in Africa con una spesa di 10 miliardi di dollari l’anno, secondo il rapporto del SIPRI.

Secondo le stime del Global Firepower (GFP), il Marocco è la 55esima potenza militare su una scala di 136 Paesi. In particolare, lo Stato nordafricano utilizza un mix di equipaggiamenti nuovi e vecchi, affiancati a centinaia di migliaia di ufficiali di riserva pronti ad essere chiamati alle armi. Rispetto al 2017, il Marocco ha guadagnato due posizioni, trovandosi dopo la Danimarca e prima del Bangladesh, e rappresenta il terzo Paese africano più potente in termini militari dopo l’Egitto, che si trova al 12esimo posto e l’Algeria, al 23esimo posto.

Il GFP rende altresì noto che il personale militare del Marocco è formato da 373.000 membri, di cui 198.000 attivi e 175.000 riserve, oltre a 17 milioni di manodopera utilizzabile, insieme a 14.4 milioni di persone che sono in età di leva militare. Per quanto riguarda l’equipaggiamento, Rabat possiede 284 velivoli, di cui 56 jet da guerra, 56 aerei e 130 elicotteri, 1.276 carri armati, 2.348 veicoli corazzati da combattimento (AFV) e oltre 700 artiglierie di tre diversi tipi, quali 448 artiglierie semoventi, 192 artiglierie rimorchiate e 72 proiettori a razzo. Qualche mese fa, l’agenzia spagnola Infodefensa ha riferito che, in base a quanto mostrato da alcune immagini satellitari, il Marocco ha almeno 127 carri armati Abrams M1A1, forniti dagli Stati uniti dal 201, insieme ad attrezzature, supporto logistico e formazione del personale per oltre 1 miliardo di dollari.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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