Commercio, Commissario UE: pronti a rispondere a dazi americani

Pubblicato il 16 novembre 2018 alle 17:28 in Europa USA e Canada

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Il commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmström, ha riferito che l’Unione Europea ha stilato una “lista di possibili prodotti” statunitensi da tassare nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, imponga dazi sulle auto europee.

Al termine della sua visita a Washington, dove ha incontrato il rappresentante del commercio estero degli Stati Uniti, Robert Lighthizer, Malmström ha espresso un giudizio negativo sui dazi americani sulle auto, sostenendo che non sono giustificati e che non porterebbero giovamento né all’economia europea né a quella statunitense. La lista predisposta da Bruxelles, in base a quanto detto dal commissario, coprirebbe “molti settori diversi” e sarebbe “compatibile” con le regole del commercio globale. Malmström ha aggiunto che “potrebbe essere qualunque settore, potrebbero essere le automobili, l’agricoltura o i prodotti industriali”.

Durante l’incontro, il commissario europeo e Lighthizer hanno cercato di far avanzare i colloqui commerciali avviati il 25 luglio 2018, quando Trumpe il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, erano giunti ad un’intesa. Lighthizer e Malmstrom hanno altresì compiuto alcuni progressi verso l’armonizzazione degli standard normativi, ma un accordo commerciale globale tra l’UE e gli Stati Uniti, secondo il Financial Times, rimane una prospettiva molto lontana.

L’amministrazione Trump ha temporaneamente rimandato la decisione di etichettare auto importate e parti di automobili come una minaccia alla sicurezza nazionale, dopo che i massimi funzionari statunitensi avrebbero espresso scetticismo riguardo al piano. Un eventuale esito positivo avrebbe spianato la strada a Washington per imporre nuove tariffe al settore automobilistico.

La persistente minaccia statunitense di imporre dazi sulle auto e sulle parti di automobili straniere è rimasta una delle principali fonti di attrito negli scambi con l’Unione Europea. Le imposte su veicoli e componenti colpirebbero, in particolare, i produttori automobilistici della Germania, del Regno Unito e dell’Italia. La Tax Foundation, think-thank economico con sede a Washington, ha pubblicato il 13 novembre un rapporto in cui vengono analizzati gli effetti delle eventuali tariffe sui maggiori partner commerciali degli Stati Uniti. Nel resoconto si stima che una tariffa del 25% sull’export europeo di automobili verso gli USA, pari a 56,3 miliardi di dollari annui, porterebbe ad una perdita di circa 31 mila posti di lavoro.

Oltre all’Unione Europea, anche il Giappone sarebbe penalizzato dalle tariffe statunitensi sulle importazioni di autoveicoli. Canada e Messico, pur essendo grandi esportatori di automobili, sarebbero protetti dalle tariffe grazie allo “United States – Mexico – Canada Agreement” (UMSCA). Tale accordo, siglato il 30 settembre 2018, dovrà essere firmato entro la fine di novembre e sostituirà il North American Free Trade Agreement (NAFTA).

Da quando è entrato in carica, Trump ha già imposto tariffe su acciaio e alluminio. Fare lo stesso con le automobili però, secondo il Financial Times, rappresenterebbe una minaccia economica più grande e segnerebbe una rottura simbolica ancora maggiore, con l’Unione Europea ma specialmente con la Germania.

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di Redazione

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