Roma: sgomberato campo di rifugiati “Baobab” dietro Tiburtina

Pubblicato il 14 novembre 2018 alle 19:26 in Immigrazione Italia

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Il campo di rifugiati informale Baobab di Roma è stato sgomberato nella giornata di martedì 13 novembre, su ordine del ministro dell’Interno e vice premier, Matteo Salvini. La tendopoli era stata aperta nell’agosto 2015, anno del picco della crisi migratoria, dall’asociazione Baobab Experience, dietro la Stazione Tiburtina nella capitale e serviva come luogo di raccolta per i migranti in transito.

All’alba del 13 novembre, la polizia è giunta sul luogo per identificare le 120 persone rimaste all’interno del campo. Nei giorni precedenti, 55 migranti erano stati ricollocati in altre strutture. Salvini ha riferito che, per riportare la legalità a Roma, verranno effettuati molti altri sgomberi, quartiere per quartiere. “Faremo altri sgomberi utilizzando criteri oggettivi: 4 per edifici particolari e 23 perchè hanno inziative giudiuziarie in corso”, ha spiegato il capo del Viminale, aggiungendo che non si fermerà, in qaunto “intende passare dalle parole ai fatti”.

Posizionato in un parcheggio abbandonado nei pressi di una delle principali stazioni ferroviarie romane, la tendopoli è arrivata ad ospitare fino a 300 persone, le quali vi sostavano soltanto per pochi giorni o mesi. Come riportato da Al-Jazeera English, che ha dedicato un articolo all’accaduto, la mattina del 13 novembre i migranti rimasti nella tendopoli sono stati visti uscire dal campo con valigie e busta di plastiche cariche dei loro effetti personali, per poi essere portati alle stazioni di polizia per l’identificazione.  L’emittente qatarina ha specificato che, mentre alcuni stranieri verranno o sono già stati trasferiti, ad altri non è statao assegnato alcun posto.

“Abbiamo negoziato con le autorità nelle settimane passate”, ha spiegato Andrea Costa, uno degli attivisti dell’associazione, riferendo che, per adesso, i ricollocamenti sono stati 65. Il comune di Roma, invece, ha reso noto che sono stati 75 i migranti trasferiti in altri centri nel corso delle settimane passate. Mentre ad alcuni è stata negata la protezione internazionale, altri stanno aspettando che la loro domanda venga esaminata. “E’ assurdo che il comune non sia in grado di trovare altri collocamenti per qualche centinaio di persone, ed è altrettano assurdo continuare ad incrementare le paure dei cittadsini”, ha commentato Costa.

Nonostante la tendopoli fosse priva di infrastrutture di base, squadre di volontari distribuivano cibo quotidianamente, fornendo altresì assistenza. Si è trattato del 22esimo sgombero per il Baobab dall’apertura nell’agosto 2015. Recentemente, le ferrovie italiane, che sono proprietare dello spazio su cui era stata eretta la tendopoli, avevano iniziato a recintarla con l’obiettivo di trasformarla in un parco pubblico.

A settembre, Salvini ha inviato una lettera ufficiale ai comuni di tutta Italia chiedendo di accelerare gli sfratti degli edifici occupati, a partire da circa 90 unità abitative situate nella capitale. “Le enclavi, dove lo Stato e la legalità sono assenti, non sono più tollerate, l’abbiamo promesso, lo stiamo facendo ed è solo l’inizio”, ha scritto Salvini su Twitter. Da quando è salito alla guida del Ministero dell’Interno, il primo giugno scorso, Salvini ha adottato una rigida politica migratoria, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee, e dichiarando altresì di volere un cambio del piano operativo sui porti di sbarco della missione europea, affinché l’Italia non sia più il principale porto di sbarco d’Europa.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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