Manovra: “2,4% deficit, limite invalicabile”

Pubblicato il 14 novembre 2018 alle 12:35 in Europa Italia

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Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, ha inviato alla Commissione europea la versione rivista del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2019, insieme ad una lettera di accompagnamento che ne illustra i contenuti.

Il nuovo DPB, approvato nella tarda serata del 13 novembre 2018 dal Consiglio dei ministri, lascia invariate le stime di crescita sul Pil all’1,5% e sul rapporto deficit/Pil al 2,4%. Il disavanzo, in particolare, rimane un “limite invalicabile”, che sarà sottoposto a “costante monitoraggio” al fine di verificarne la coerenza all’interno del quadro macroeconomico del Paese.

Le ragioni del carattere sostanzialmente immutato della manovra sono quelle già ricordate nella precedente corrispondenza con Bruxelles. In particolare, l’esigenza di rilanciare le prospettive di crescita e far fronte al rallentamento del ciclo economico, che si traduce nel rapporto deficit/Pil al 2,4%, la necessità di affrontare le difficoltà sociali attraverso “interventi sulle situazioni di disagio e povertà”, con il reddito di cittadinanza, nonché la volontà di agire sul ricambio della forza lavoro, attraverso la modifica dell’attuale sistema pensionistico, ovvero “quota 100”. L’insieme delle riforme, si legge nella lettera, consentirà al Paese di ottenere un tasso di crescita del Pil superiore a quello tendenziale e di “recuperare parzialmente il divario rispetto agli altri Paesi europei”.

Il Documento programmatico di bilancio contiene però alcune novità. In primo luogo, al fine di accelerare la riduzione del rapporto deficit/Pil, dal 131,2% del 2017 al 126% nel 2021, il governo si impegna ad aumentare all’1% del Pil, ovvero 18 miliardi, l’obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico. Gli introiti derivanti da tali privatizzazioni consentirebbero di contrastare un’eventuale crescita del Pil non completamente realizzata. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha tenuto a precisare che il piano di dismissioni, anche immobiliari, non riguarderà “i gioielli di famiglia” ma bensì beni secondari del Paese.

La seconda novità consiste invece in un piano straordinario di interventi, volto al contrasto del dissesto idrogeologico che ha colpito l’Italia nelle ultime settimane, e che graverà sul bilancio dello Stato per circa lo 0,2% del Pil nel prossimo triennio. A questo si affianca un più ampio piano di messa in sicurezza e mantenimento della rete di collegamenti italiana, la cui necessità è stata messa in luce dal crollo del ponte Morandi a Genova. Per entrambe le spese eccezionali il Governo ha chiesto, come si spiega nella lettera, l’applicazione della flessibilità per eventi eccezionali.

Il 21 novembre 2018 la Commissione Europea dovrà nuovamente esprimere il suo giudizio sulla manovra economica dell’Italia, così come dovrà giudicare i bilanci di altri cinque Paesi che hanno ricevuto una richiesta di chiarimenti da Bruxelles, ovvero Francia, Slovenia, Spagna, Portogallo e Belgio. Il prossimo 3 e 4 dicembre si riuniranno inoltre i ministri europei delle Finanze, che dovranno pronunciarsi su tali pareri.

Qualora l’Italia dovesse ottenere un giudizio negativo da parte dell’Europa, la Commissione dovrebbe stilare un nuovo rapporto sull’evoluzione del debito, e quindi inviare una raccomandazione al Consiglio europeo per chiedere l’apertura della procedura per debito eccessivo. Il Paese si troverebbe così di fronte ad un ulteriore invito a cambiare la manovra o a varare delle misure correttive, entro sei mesi di tempo.

Nel Frattempo, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha messo in guardia l’Italia sulla crescita. Le misure di stimolo previste dal Governo potrebbero portare ad un risultato “incerto nei prossimi due anni e probabilmente negativo nel medio periodo, se gli spread continuassero a restare a livelli elevati”. lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi viaggia infatti a ritmi sostenuti, toccando un massimo di 317. Nella mattinata del 14 novembre ha aperto in rialzo a 315 punti, dopo aver chiuso, la sera precedente, a 305.

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di Redazione

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