Macedonia: ex Primo Ministro chiede asilo politico all’Ungheria

Pubblicato il 14 novembre 2018 alle 18:30 in Macedonia Uncategorized Ungheria

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L’ex Primo Ministro della Macedonia, Nikola Gruevski, ha chiesto asilo politico in Ungheria, dove si trova attualmente, dopo essere stato condannato a due anni di carcere per corruzione. La notizia è arrivata martedì 13 novembre dal ministero dell’Interno macedone, che in una comunicazione ha spiegato di aver ricevuto conferme dalle autorità ungheresi sul fatto che Grueski si trovasse effettivamente a Budapest. Il ministero ha inoltre riferito di aver chiesto ad un tribunale di Skopje l’approvazione di un mandato di arresto internazionale per Grueski.

Anche lo stesso ex Primo Ministro ha dichiarato, tramite un post su Facebook, di essere fuggito dal suo Paese alla volta di Budapest. “Rimarrò sempre fedele alla causa macedone e non mi arrenderò mai” ha scritto in chiusura del messaggio.

Lunedì 12 novembre, la polizia macedone aveva emesso un mandato d’arresto per Gruevski, che è stato il capo del governo di Skopje per 10 anni, dal 28 agosto 2006 al 18 gennaio 2016, quando si è dimesso. Gruevski è stato inoltre leader del partito nazionalista VMRO-DPMNE, di cui è membro l’attuale Presidente del Paese, Gjorge Ivanov. Gruevski, rispecchiando anche la posizione del partito, si è fortemente opposto al trattato di Prespa, raggiunto da Alexis Tsipras e Zoran Zaev, il 17 giugno. Se l’accordo venisse ratificato, in cambio della decisione della Macedonia di cambiare il suo nome in “Repubblica della Macedonia del Nord”, la Grecia solleverebbe il veto sul suo ingresso nella NATO e nell’Unione Europea.

Bruxelles ha seguito gli eventi degli ultimi giorni, augurandosi che questi non vengano politicizzati, come ha riferito un portavoce dell’UE al quotidiano Balkan Insight, in una nota scritta. La dichiarazione riporta inoltre che la Commissione non intende commentare le procedure giudiziarie in corso, ma sottolinea l’importanza dello stato di diritto, attualmente al centro di un conflitto tra Bruxelles e Budapest, dove si trova Gruevski.  L’apice del confronto è stato raggiunto il 12 settembre, quando il Parlamento Europeo ha deciso, con 448 voti favorevoli, di avviare la procedura prevista dall’Articolo 7 del TUE nei confronti dell’Ungheria, considerata colpevole di minare i valori democratici e dello stato di diritto del blocco europeo. Si è trattato del primo caso in cui l’organo legislativo dell’UE si è trovato a valutare la possibilità di imporre sanzioni politiche ad un suo membro per via di una presunta minaccia ai valori europei. “Lo stato di diritto è un principio fondamentale dell’Unione Europea, sia per gli Stati membri che per i Paesi candidati. Ci aspettiamo che tutte le parti interessate agiscano strettamente in linea con le norme pertinenti” si può leggere nella dichiarazione in cui Bruxelles commenta la vicenda di Gruevski.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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