In calo il Pil della Germania: prima volta dal 2015

Pubblicato il 14 novembre 2018 alle 20:31 in Europa Germania

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L’economia della Germania si è contratta nel terzo trimestre dell’anno, colpita da una riduzione del consumo privato e dal calo delle esportazioni, che ha toccato soprattutto il settore automobilistico.

Come rende noto Destatis, l’ufficio federale di statistica tedesco, il Prodotto interno lordo (Pil) è diminuito dello 0,2% rispetto al secondo trimestre, che aveva visto invece una crescita dello 0,5%. Si tratta dunque del trimestre più debole dai primi tre mesi del 2013, quando l’economia si era contratta dello 0,3%, e rappresenta la prima contrazione del Paese dal primo trimestre del 2015.

L’inversione di rotta, che si è verificata tra luglio e settembre 2018, sarebbe dovuta principalmente ad un deterioramento della bilancia commerciale, causato da una diminuzione delle esportazioni ed un contemporaneo aumento delle importazioni. Per quanto riguarda la domanda interna, Destatis riferisce di “segnali contrastanti”. Mentre gli investimenti fissi relativi ai macchinari ed alle attrezzature sono stati superiori a quelli del trimestre precedente, la spesa per consumi finali delle famiglie è diminuita. Notizie positive dalla spesa pubblica che, invece, continua ad aumentare.

La debolezza degli scambi commerciali, spiega Destatis, è in parte dovuta a fattori temporanei, tra cui spicca il disagio del settore automobilistico in seguito all’entrata in vigore, a settembre 2018, dell’omologazione europea WLTP (Worldwide harmonized Light vehicles Test Procedure), ovvero la procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale. Si tratta di una nuova procedura, vincolante per tutti i produttori di automobili, finalizzata a determinarne i dati relativi a emissioni di scarico e consumo di carburante, più stringente rispetto alla precedente New European Driving Cycle (NEDC).

Carsten Brzeski, Chief Economist della banca olandese ING in Germania, ha dichiarato che la performance economica rappresenta “un altro campanello d’allarme per la più grande economia della zona euro”. Ha aggiunto che le questioni relative alle norme sulle emissioni “hanno creato gravi problemi di produzione nel settore automobilistico, e i maggiori prezzi dell’energia hanno cancellato completamente i precedenti aumenti salariali”.

Mentre il Pil della Germania è diminuito nel terzo trimestre del 2018, nello stesso periodo, come rende noto Eurostat, i Paesi dell’Unione Europea hanno visto il loro Pil aumentare dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Il Pil dei Paesi della zona euro, invece, è aumentato dello 0,2% rispetto allo stesso periodo. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Prodotto interno lordo è aumentato dell’1,9% nell’UE28 e dell’1,7% nell’area dell’euro. La produzione industriale è diminuita a settembre dello 0,2% per il paesi dell’Unione Europea e dello 0,3% per la zona dell’euro, rispetto al mese precedente.

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di Redazione

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