Venezuela: allarme FAO su fame e denutrizione

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 15:21 in America Latina Venezuela

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Il Venezuela è il paese latinoamericano che ha registrato il maggior aumento di fame e malnutrizione durante il biennio 2016-2018. È quanto stabilisce il nuovo studio presentato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), dal World Food Program e dalla Pan-American Health Organization. Il rapporto rileva che la fame nel paese sudamericano è triplicata nei periodi 2010-2012 (3,6%) e 2015-2017 (11,7%). “E ‘importante notare che queste sono le migliori stime che la FAO può produrre utilizzando i dati forniti dal governo del Venezuela” – si legge nel documento, critico rispetto alla mancanza di dati ufficiali affidabili nel paese. “Pertanto, ciò che vogliamo sottolineare è la tendenza, anziché i valori assoluti contenuti nel rapporto” – aggiunge la FAO.

Bolivia e Argentina sono gli altri due paesi che seguono il Venezuela in questa speciale classifica, che include una valutazione di denutrizione, malnutrizione e obesità. Di 1,5 milioni di persone con nuovi problemi strutturali nell’assunzione giornaliera di calorie, 1,3 milioni sono venezuelani. Lo studio dimostra che, nel complesso, i casi di malnutrizione è aumentato dal 5% al 6% del totale delle nazioni latinoamericane e dei Caraibi, nel periodo che va dal 2015 al 2018. Haiti, Antigua e Barbuda, Bolivia e Granada sono le nazioni con livelli più elevati di malnutrizione rispetto alla popolazione totale.

Il nuovo rapporto della FAO sulla sicurezza alimentare in Venezuela riflette uno dei tanti paradossi della crisi sistemica che sta attraversando il paese caraibico. Nel 2012, con Hugo Chávez ancora vivo, la stessa organizzazione aveva concesso un riconoscimento pubblico al governo venezuelano per i suoi progressi nella quantità e qualità del consumo calorico giornaliero. L’istituzione si congratulava con il Venezuela “per aver raggiunto presto l’obiettivo numero uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame nel 2015”.

Nel 2012, anno delle presidenziali in cui Chávez ottenne la rielezione, il governo bolivariano orchestrò con quella certificazione FAO una potente dimostrazione di propaganda per raggiungere i suoi scopi elettorali. All’epoca, l’economia venezuelana, sostenuta dai prezzi elevati del petrolio, continuava a crescere, l’inflazione non aveva raggiunto gli enormi valori attuali (+13.000%) e il governo aveva lanciato un ambizioso sistema di distribuzione di cibo a buon mercato, soprattutto nei magazzini dello stato Mercal (mercati alimentari) e nelle “case alimentari”. Il programma aveva avuto, per un certo periodo, una penetrazione significativa nelle aree popolari e impoverite del paese.

Nel periodo trascorso tra la malattia e la morte di Chávez e l’ascesa al potere di Nicolás Maduro, fu accompagnato da una grave crisi che ha causato una grave perdita di capitali. I programmi sociali organizzati nei magazzini Mercal si fermarono fino a scomparire in un quadro di saccheggi e corruzione sfrenata. Molti prodotti alimentari importati hanno cominciato a decomporsi alle dogane e nei porti del paese. La decisione di Maduro di radicalizzare il modello politico di Chávez ha prodotto un crollo storico dell’economia venezuelana, che ha sofferto una contrazione del 44% del Prodotto interno lordo tra il 2014 e il 2018.

Alcune organizzazioni, come la Bengoa Foundation e il Centro studi sullo sviluppo dell’Università Centrale del Venezuela, avevano messo in discussione la prima dichiarazione della FAO da tempo, mettendo in guardia dal violento deterioramento delle condizioni sociali della popolazione e dalla crescita della fame in Venezuela. La mancanza di beni di prima necessità e la fame sono, infatti, il principale motivo di emigrazione dal paese, una vera e propria fuga che negli ultimi 4 anni ha riguardato quasi 5 milioni di persone.  

Né i leader del Partito socialista unificato del Venezuela né il gabinetto Maduro hanno commentato il nuovo rapporto della FAO.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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