L’Iran sta ancora rispettando i termini dell’accordo sul nucleare

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 14:34 in Iran Medio Oriente

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L’ultimo rapporto dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) mostra che, almeno nel mese di novembre, l’Iran ha rispettato le restrizioni imposte al suo programma nucleare stabilite il 14 luglio 2015, tramite il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA).

Le nuove sanzioni statunitensi imposte contro l’Iran sono entrate in vigore il 5 novembre e stanno sollevando il timore che l’accordo possa sopravvivere, secondo The New Arab. I dati deò rapporto evidenziano che il 4 novembre, le scorte iraniane di uranio a basso arricchimento corrispondevano a 149,4 kg, 10 kg in più rispetto all’ultima relazione di agosto. I dati in questione rientrano pienamente nei limiti stabiliti dal JCPOA.  Il rapporto tuttavia non menziona le recenti affermazioni del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui l’Iran ospiterebbe un magazzino atomico segreto.

Le ultime sanzioni americane mirano a tagliare le banche iraniane fuori dalla finanza internazionale e a limitare significativamente le esportazioni di petrolio. Già da maggio, da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è ritirato dal JCPOA, definendolo un “disastro”, gli export iraniani erano crollati ad un milione di barili al giorno. L’economia dell’Iran era già in balia degli effetti delle sanzioni statunitensi imposte all’inizio dell’anno. Venerdì 9 novembre, il consigliere della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, ha avvertito che ulteriori sanzioni sono possibili.

L’Iran ha affermato che il futuro del JCPOA sarà messo in discussione quando non riceverà più i benefici economici dell’accordo. L’intesa prevedeva la revoca delle sanzioni imposte all’Iran in cambio dell’accettazione delle ispezioni dell’IAEA e di limiti delle sue attività nucleari. I restanti 5 firmatari del JCPOA, Regno Unito, Cina, Francia, Germania e Russia, hanno sostenuto lo sforzo dell’Unione Europea per istituire un sistema di pagamento speciale nel tentativo di preservare i legami commerciali con l’Iran.

Nel frattempo, lunedì 5 novembre, gli Stati Uniti hanno temporaneamente esentato 8 Paesi dalle sanzioni contro l’Iran, tra cui Italia, Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Grecia e Taiwan. A riferirlo è stato il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nel corso di una conferenza stampa, in cui ha annunciato quali Stati potranno continuare, per adesso, ad importare il petrolio iraniano.

Le nuove sanzioni fanno ammontare a 900 il numero dei soggetti colpiti dalle misure dell’amministrazione Trump in meno di 2 anni, segnando il livello di pressione economica più alto mai raggiunto dagli Stati Uniti nei confronti del nemico mediorientale. Il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin, ha spiegato che l’imposizione di misure restrittive senza precedenti dovrebbe far rendere conto all’Iran che andrà incontro a restrizioni sempre maggiori fino a quando non modificherà il proprio comportamento destabilizzante. “I leader dell’Iran devono smettere di supportare il terrorismo e di procedere con lo sviluppo del programma missilistico e, inoltre, devono abbandonare ogni loro ambizione nucleare immediatamente”, ha dichiarato Mnuchin.

Il pacchetto di sanzioni include 50 banche iraniane e le loro sussidiarie straniere e domestiche, identifica oltre 400 obiettivi, tra cui più di 200 persone e navi nei settori delle spedizioni e dell’energia in Iran, una compagnia aerea iraniana, oltre 65 dei suoi aeromobili, e il posizionamento sulla lista Specially Designated Nationals and Blocked Persons  di circa 250 cittadini e proprietà bloccate associate apparse fino ad oggi nell’elenco delle persone identificate come bloccate solamente secondo l’ordine esecutivo (EO) 13599 (” Elenco EO 13599 “).

Per tutta risposta, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha giurato che l’Iran resisterà a tali sanzioni. “L’Iran resisterà e non rispetterà orgogliosamente le misure ingiuste degli USA”, ha affermato Rouhani, aggiungendo che Teheran deve far capire a Washington che non può relazionarsi con la forza, la pressione e le sanzioni. In merito all’esenzione degli 8 Stati dalle sanzioni, il presidente iraniano ha commentato che non si tratta di una vittoria per l’Iran. “La Repubblica Islamica iraniana avrebbe potuto continuare a vendere il proprio petrolio anche se gli 8 Paesi fossero stati sanzionati”, ha chiarito Rouhani. Allo stesso modo, il portavoce del Ministero degli esteri iraniano, Bahram Qassemi, ha reso noto che l’Iran attuerà politiche per vanificare le sanzioni americane. “Le politiche di Trump non avranno effetto, lo vedrete molto presto”, ha specificato il portavoce.

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Alice Bellante

di Redazione

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