Libia: migranti soccorsi da nave mercantile si rifiutano di sbarcare

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 7:31 in Immigrazione Libia

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Circa 95 migranti, salvati al largo della Libia da una nave mercantile, si sono rifiutati di sbarcare nella città di Misrata, nella zona occidentale del Paese, secondo quanto reso noto da alcuni ufficiali delle Nazioni Unite. L’intervento di soccorso è stato effettuato dalla nave mercantile, poiché le imbarcazioni della Guardia Costiera non sono state in grado di raggiungere velocemente il luogo dell’incidente. Il comandante della nave ha spiegato che i migranti si sono rifiutati di abbandonare la nave, tanto che l’equipaggio ha impiegato tre giorni per convincerli a sbarcare.

I migranti soccorsi dalla Guardia Costiera libica vengono riportati nei centri di detenzione del Paese, dove sono costretti a vivere in condizioni precarie, essendo soggetti a maltrattamenti, torture e abusi continui da parte dei trafficanti e, talvolta, dalle forze di sicurezza. Da parte loro, gli ufficiali libici hanno sempre negato tali accuse.

Tra il 2017 e l’inizio del 2018, grazie all’appoggio dell’Italia e dell’Unione Europea, la Guardia Costiera libica ha aumentato significativamente la propria attività. Nei primi tre mesi di quest’anno, gli ufficiali libici hanno compiuto più di 4.100 operazioni di salvataggio in mare nella tratta del Mediterraneo Centrale, tra la Libia e l’Italia, raggiungendo una cifra che è pari al doppio rispetto ai 2.500 soccorsi effettuati dalle navi delle Ong nello stesso periodo. Ad oggi, Reuters riferisce la la Guardia Costiera libica ha ricondotto nel Paese nordafricano oltre 7.000 migranti intercettati in mare.

Da quando è salito alla guida del Ministero dell’Interno, Matteo Salvini ha chiuso i porti italiani alle navi delle ogn e delle missioni internazionali che operano nel Mediterraneo, rifiutandosi di accogliere i migranti soccorso in mare. Ne è conseguito che, secondo le stime del Viminale, dal primo gennaio al 12 novembre 2018, sono sbarcati in Italia 22.519 stranieri, di cui 12.625 provenienti dalla Libia. Si tratta di una diminuzione di oltre l’80% rispetto ai dati dello stesso periodo del 32017, in cui giunsero in territorio italiano via mare 114.552 migranti, di cui oltre 103.000 partiti dal Paese nordafricano.

A inizio ottobre, l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), ha reso noto che in Libia sono presenti più di 669.000 migranti irregolari di 41 diverse nazionalità. Gli stranieri sono stati identificati nei mesi estivi di luglio e agosto in 100 municipalità e 554 comunità. Le prime cinque nazionalità sono nigerina, egiziana, ciadiana, sudanese e nigeriana; il 12% dei migranti sono donne, mentre il 9% bambini, di cui il 35% non è accompagnato. L’organizzazione informa che il 60% degli stranieri è stato identificato nelle aree occidentali del Paese, con la concentrazione più alta nell’area intorno a Tripoli. I restanti migranti si trovano tra l’Est e il Sud della Libia, rispettivamente il 21,5% e il 18,5%.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori diretti in Italia e in Europa, attraverso il Mediterraneo. Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscito a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Francia. I trafficanti di esseri umani, ormai da anni, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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