Etiopia: arrestati 36 ufficiali dell’intelligence

Pubblicato il 13 novembre 2018 alle 6:01 in Africa Etiopia

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In seguito ad un’indagine durata cinque mesi, le autorità dell’Etiopia hanno arrestato 36 ufficiali dell’intelligence, accusati di aver violato i diritti umani e di essere corrotti. La notizia è stata rivelata dal procuratore generale Berhanu Tsegaye, nella giornata di lunedì 12 novembre. In particolare, secondo Tsegaye, gli arrestati avrebbero torturato i prigionieri etiopi sospettati di terrorismo, detenuti in 7 prigioni segrete illegali ad Addis Abeba. Alcuni incarcerati sarebbero morti per gli abusi subiti.

Da quando è divenuto primo ministro, il 2 aprile scorso, Abiy Ahmed, ha introdotto diversi cambiamenti per avviare una transizione democratica. Oltre ad aver avviato riforme economiche, l’8 giugno, il premier ha sostituito i capi di due rami dei servizi di sicurezza del Paese, quali le forze armate e il Servizio nazionale di Sicurezza e Intelligence, nominando Seare Mekonnen alla guida dell’esercito al posto di Samora Yunis, secondo quanto comunicato su Twitter dal capo dello staff di Abiy, Fitsum Arega. Alla testa del Servizio nazionale di Sicurezza e Intelligence è stato posto invece il dirigente dell’aviazione militare, Adem Mohamed, che ha sostituito Getachew Assefa. Yunis e Assefa sono membri anziani del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè (TPLF), uno dei quattro partiti della coalizione di governo, mentre i nuovi capi dei due servizi di sicurezza mancano della loro stessa influenza politica.

Sempre a giugno, Ahmed ha denunciato pubblicamente l’uso della tortura sui prigionieri politici, definendola incostituzionale, presentando una breve relazione al Parlamento, in cui ha esposto la situazione degli affari correnti nel Paese, tra cui la decisione di privatizzare la compagnia di telecomunicazioni statale e quella aerea nazionale. 

A ottobre, Ahmed ha creato il Ministero della Pace e ha assegnato la metà dei posti interni al suo gabinetto alle donne, nel tentativo di sedare gli scontri etnici scoppiati nel Paese nel corso dei mesi passati. Spiegando la ragione della creazione del Ministero, il premier ha riferito che “il problema principale dell’Etiopia è proprio la mancanza di pace”, motivo per cui il nuovo dipartimento lavorerà duramente affinché venga ristabilita. L’ex portavoce del Parlamento, Mufeirat Kamil, è stata nominata ministro della Pace, e avrà il compito di controllare l’operato delle agenzie di intelligence e di sicurezza, ha precisato il premier etiope. Ahmed ha altresì nominato l’ex ministro delle Costruzioni, Aisha Mohammed, ministro della Difesa, carica ricoperta per la prima volta da una donna nella storia del Paese del Corno d’Africa.

Le torture nei confronti dei detenuti accusati di terrorismo in Etiopia sono state denunciate più volte da Amnesty International, la quale ha reso noto che sono sempre più numerose le segnalazioni da parte degli incarcerati in merito agli abusi perpetrati dalla polizia e dalle forze di sicurezza etiopi nel corso degli interrogatori.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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