Varsavia e Parigi: le due marce dell’11 novembre

Pubblicato il 12 novembre 2018 alle 15:26 in Europa Polonia

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In occasione del centenario dell’indipendenza della Polonia, l’11 novembre, più di 200.000 persone hanno marciato nella capitale in una parata che ha coinvolto gruppi di estrema destra e neo-fascisti, che intonavano lo slogan “Ieri era Mosca, oggi è Bruxelles che ci spoglia dalla nostra sovranità”. Durante la stessa giornata, più di 70 leader mondiali hanno celebrato il centenario dell’Armistizio della Prima Guerra Mondiale, riunendosi a Parigi, dove Macron ha tenuto un discorso sui pericoli del crescente nazionalismo.

La marcia di Varsavia è attualmente al centro di un dibattito sul fatto che il partito di governo, Diritto e Giustizia, incoraggi tacitamente i gruppi di stampo fascista, secondo quanto riferisce Reuters. Alla manifestazione hanno preso parte anche i funzionari dell’esecutivo, che hanno marciato a molti metri di distanza dai manifestanti, distanza assicurata dalla presenza delle forze di sicurezza. All’inizio della marcia, il Presidente, Andrzej Duda, ha espresso la sua gratitudine a quanti vi hanno preso parte, affermando: “Grazie per essere venuti qui per la Polonia, e per aver tenuto alta la bandiera del nostro Paese, per la quale i nostri padri, nonni e bisnonni hanno versato il loro sangue”.

Centinaia di metri dietro i funzionari del governo, vi erano i manifestanti, che hanno intonato lo slogan “Fuori dall’UE”, ed esibivano striscioni con scritto “Dio, onore e patria”. Nonostante le manifestazioni di nazionalismo, non vi è stata traccia di stendardi legati al suprematismo bianco, a differenza dello scorso anno, quando i toni erano stati decisamente più forti, sotto questo punto di vista. Riferendosi agli slogan intonati lo scorso anno, il giornalista polacco Marcin Kierwinski ha scritto in un tweet: “Ricordate i motti vergognosi dello scorso 11 novembre? Un anno dopo, i loro autori si incontrano con il Presidente ed il Primo Ministro, anziché con un Pubblico Ministero”

Esattamente un secolo prima delle manifestazioni, l’11 novembre 1918, nacque la Repubblica di Polonia, indipendente da Austria-Ungheria, Prussia e Russia, che nel 1795 si erano spartite il territorio del Paese. Tuttavia, nonostante i cittadini fossero riuniti per la celebrazione dell’indipendenza, si sono dimostrati poco soddisfatti della sovranità del Paese: “Ieri era Mosca, oggi è Bruxelles”, hanno intonato durante la parata.

Lo stesso giorno, a Parigi, oltre 70 leader mondiali si sono riuniti per celebrare l’Armistizio della Prima Guerra Mondiale marciando verso la tomba del milite ignoto francese, sotto l’Arco di Trionfo.

Macron ha invitato i leader presenti a Parigi, tra cui Donald Trump e Vladimir Putin, a respingere il nazionalismo, che ha definito un “tradimento del patriottismo” ed ha lodato l’Unione Europea e le Nazioni Unite per il loro contributo alla pace. In seguito, ha ricordato agli altri capi di Stato e di Governo che se l’evento sarà ricordato come un simbolo di pace duratura o come l’ultimo momento di unità prima che il mondo cada nel disordine, dipende da loro.

 “Dicendo ‘i nostri interessi vengono prima e non importa degli altri’ si pregiudica la cosa più importante che una nazione abbia, ovvero i suoi valori morali”, ha affermato il Presidente francese, nella sua denuncia del nazionalismo.

Il Telegraph ha sottolineato che la marcia è stata un occasione di incontro per molti leader di Paesi in disputa tra loro. Per esempio, vi hanno preso parte i Presidenti di Serbia e Kosovo, che stanno lavorando per normalizzare le relazioni dei due Stati, in contrasto dal 2008, quando il secondo ha unilateralmente dichiarato l’indipendenza dal primo. Allo stesso modo, il quotidiano britannico riporta che la cordialità di Trump nei confronti di Putin abbia allarmato i leader dell’Europa occidentale.

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Cristina Lipari

di Redazione

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