Le esercitazioni della potenziale NATO araba

Pubblicato il 12 novembre 2018 alle 10:28 in Medio Oriente USA e Canada

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Le forze terrestri, navali e aeree dell’Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Kuwait, del Bahrain e della Giordania hanno partecipato ad alcune esercitazioni militari ospitate dall’Egitto sotto il nome di “Arab Shield 1”, il 12 novembre. L’addestramento militare terrestre, marittimo e aereo dovrebbe proseguire fino al 16 novembre nella base militare egiziana di Mohamed Naguib.

L’idea di creare un’alleanza militare congiunta tra paesi arabi, conosciuta in via non-ufficiale come la NATO araba, non è nuova ed è stata recentemente presa in considerazione dall’amministrazione Trump. La Casa Bianca ha altresì confermato di lavorare con i “partner regionali” degli Stati Uniti per costituire un’entità provvisoriamente indicata come MESA, Middle East Strategic Alliance. L’Alleanza strategica del Medio Oriente, secondo un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, avrebbe diversi obiettivi, tra cui fungere da baluardo contro l’aggressione iraniana, il terrorismo e l’estremismo, portando stabilità in Medio Oriente.

Sebbene non siano state prese iniziative ufficiali per la creazione di questa alleanza, alcuni giornalisti e analisti dubitano della sua fattibilità. Secondo il giornalista Jack Detsch, le esercitazioni militari ospitate dall’Egitto, starebbero evidenziando le divisioni esistenti tra i paesi coinvolti, dimostrando che la NATO araba, al momento, non è fattibile. Inoltre, secondo Detsch, la materializzazione dell’alleanza è nel miglior interesse degli Stati Uniti, il cui obiettivo sarebbe spingere le potenze regionali ad affrontare le minacce presenti nelle rispettive regioni con il sostegno USA, piuttosto che con un coinvolgimento diretto. Non a caso, secondo il giornalista, l’esercitazione in Egitto arriva proprio quando gli ultimi 2 segretari della Difesa degli Stati Uniti hanno cercato di tenere le forze statunitensi fuori pericolo, spostando i combattimenti in Iraq, Siria e Yemen e sostenendo le nazioni arabe con l’addestramento, il potere aereo e il supporto al rifornimento, invece che con una presenza militare diretta.

Da parte sua, l’analista politico Abdullah al-Sinnawi sostiene invece che il problema di una NATO araba sarebbe l’inclusione di Paesi che hanno legami diplomatici con Israele, come Egitto e Giordania, e la presenza di altri che non ne hanno, come gli Stati del Golfo. L’alleanza, secondo al-Sinnawi, implicherebbe una graduale normalizzazione dei rapporti con Israele tra tutti gli stati membri e ciò rappresenterebbe un cambiamento drastico nella regione. Da ciò, ne consegue che un altro problema dell’alleanza sarebbe la sostituzione di Israele con l’Iran, in quanto nemico comune degli arabi, minando così la causa palestinese come questione centrale nel mondo arabo, secondo l’analista.

Per il giornalista Mohamed Habousha, invece, gli esercizi di Arab Shield 1 offrirebbero l’opportunità di testare il successo di una futura NATO araba, sottolineando gli scopi comuni che gli Stati membri condividono. Habousha associa inoltre la necessità di esercitazioni e la potenziale alleanza, ai conflitti in corso nella regione, i quali hanno visto il crollo delle forze armate in diversi Paesi come Siria, Iraq, Libia e Yemen. Secondo il giornalista, gli Stati che hanno partecipato all’esercizio hanno altresì compreso l’urgenza di aggiornare le loro capacità militari per far fronte a qualsiasi minaccia imminente. Ad esempio, secondo Habousha, l’Egitto, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti condividono lo scopo di proteggere il Mar Rosso dalle milizie di Houthi, mentre per tutti gli stati coinvolti affrontare l’Iran e il terrorismo dovrebbe essere considerato una priorità. A ciò, il giornalista ha poi aggiunto che un’alleanza indicherebbe l’indipendenza militare degli stati membri, dimostrando di poter formare una forza unificata per servire i propri interessi e non quelli degli Stati Uniti.

Infine, da parte sua, l’Iran ha sminuito l’idea della NATO araba, dichiarando che la storia ha già dimostrato che i suoi avversari regionali non saranno in grado di unirsi in maniera coerente. Teheran si riferisce al fatto che, negli anni ’50, i tentativi di formare una alleanza nell’area, guidata dagli Stati Uniti attraverso il patto di Baghdad, erano falliti.

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Alice Bellante

di Redazione

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