Yemen: coalizione saudita non riceverà più rifornimenti in volo dagli Stati Uniti

Pubblicato il 11 novembre 2018 alle 6:03 in Arabia Saudita Yemen

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La coalizione a guida saudita ha dichiarato di aver richiesto la fine dei rifornimenti di carburante in volo da parte degli Stati Uniti, evidenziando il coinvolgimento di Washington nel conflitto in Yemen.

In una dichiarazione rilasciata sabato 10 novembre dall’agenzia di stampa ufficiale dell’Arabia Saudita, Riad ha spiegato che la decisione di mettere fine al supporto aereo è stata presa in accordo con Washington. “Di recente, il regno e la coalizione hanno aumentato la capacità di condurre in modo indipendente i rifornimenti in volo in Yemen. Pertanto, in accordo con gli Stati Uniti, è stata richiesta la fine del supporto statunitense per questo tipo di operazioni” si legge nel comunicato.

Nella dichiarazione, l’Arabia Saudita ha spiegato di sperare che le prossime trattative di pace, sponsorizzate dalle Nazioni Unite, porteranno alla fine della guerra. Tali negoziati si terranno in un Paese terzo e sono state spostate alla fine del 2018. L’inviato speciale per lo Yemen dell’ONU, Martin Griffiths, ha comunicato di essere in consultazione con le parti belligeranti del Paese per finalizzare i dettagli per il prossimo incontro relativo al processo di pace. A settembre, i tentativi di Griffiths di ripristinare le trattative erano sfumati poiché gli Houthi non si erano presentati agli incontri, dichiarando che non avevano nessuna garanzia che sarebbero ritornati in Yemen in sicurezza.

Il segretario della Difesa degli Stati Uniti, Jim Mattis, ha espresso la sua approvazione per la decisione saudita e ha suggerito che Washington continui in ogni caso ad avere un ruolo in Yemen, soprattutto per quanto riguarda aiutare le forze della coalizione a minimizzare le vittime civili e aumentare gli aiuti umanitari. “Gli Stati Uniti e la coalizione araba stanno pianificando di collaborare per l’istituzione di forze yemenite legittime per difendere il popolo del Paese, mettere in sicurezza i confini del Paese e contribuire a contrastare le operazioni di al-Qaeda e dell’ISIS sia nello Yemen e nella regione.

La decisione di sospendere i rifornimenti aerei si inserisce in un contesto nel quale gli Stati Uniti stanno portando avanti nuovi tentativi per costringere le parti in lotta a porre fine al conflitto, descritto come la peggiore crisi umanitaria al mondo. La guerra in Yemen, che è il Paese più povero a livello globale e conta circa 28 milioni di persone, era cominciata con la presa della capitale, Sanaa, da parte dei ribelli Houthi e il rovesciamento del governo Hadi. Preoccupata dall’aumento di potere dei ribelli, la coalizione militare a guida saudita aveva lanciato un’operazione di intervento, nel 2015, sotto forma di una massiva campagna di incursioni aeree volte a riportare l’amministrazione deposta di nuovo al controllo del Paese.

Secondo le Nazioni Unite, circa 10.000 persone sono state uccise da quando la coalizione si è inserita nel conflitto. Il numero delle vittime, tuttavia, non viene aggiornato da anni, e probabilmente è ancora più alto. Il comitato di controllo indipendente Armed Conflict Location and Event Data Project di recente ha dichiarato che sono circa 56.000 gli yemeniti morti dall’inizio della guerra.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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