Ucraina: elezioni nelle regioni di Donetsk e Luhansk

Pubblicato il 11 novembre 2018 alle 12:20 in Russia Ucraina

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Nelle regioni controllate dai ribelli di Donetsk e Luhansk, in Ucraina orientale, domenica 11 novembre si terranno le elezioni per la leadership, all’ombra del conflitto che ha ucciso più di 10.000 persone e rovinato la relazione del Paese con la Russia.

Il capo provvisorio della regione di Donetsk, Denis Pushilin, concorrerà alle elezioni dopo la morte del suo predecessore, Alexander Zakharchenko, avvenuta in seguito ad un esplosione, ad agosto. Nell’occasione, Mosca aveva puntato il dito contro l’Ucraina, mentre i servizi di sicurezza di Kiev avevano dato la colpa dell’accaduto a lotte interne “tra i terroristi e i loro sponsor russi”.

L’Ucraina e i suoi sostenitori internazionali hanno condannato il voto, definendolo una farsa manipolata dalle autorità russe, in violazione dell’accordo di Minsk del 2015. Gli Stati Uniti hanno fatto appello alla popolazione, chiedendo di boicottare le elezioni. Washington ha spiegato che il voto servirebbe a dare una falsa legittimità ai leader della zona, sostenuti da Mosca, che si sono già installati nella sedicente Repubblica Popolare di Donetsk e Luhansk. “Queste elezioni sono una parodia del reale voto che è necessario organizzare” ha spiegato l’inviato speciale del Dipartimento di Stato americano per l’Ucraina, Kurt Volker. “La popolazione si trova sotto occupazione, non c’è libertà di espressione, movimento, di fare campagne politiche e in generale non esiste la possibilità di scelta dei candidati legittimi per la leadership locale” ha aggiunto l’uomo. La Casa Bianca aveva imposto nuove sanzioni sulla Russia in merito alla questione del Donbass giovedì 8 novembre.

Il presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, ha definito le elezioni “illegali”, spiegando che rappresentano un altro esempio dell’attività sovversiva di Mosca. La Russia, da parte sua, ha contestato l’affermazione secondo la quale le elezioni violerebbero gli accordi di Minsk. “In realtà, la pessima situazione attuale è stata provocata proprio dalla riluttanza di Kiev di rispettare tali patti” ha spiegato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Il funzionario ha confermato che la Russia esercita un certo ascendente sui leader della regione, specificando tuttavia che tale influenza non è illimitata.

L’analista Volodymyr Fesenko ha dichiarato che la Russia sta usando le elezioni per legittimare i leader della regione e che potrebbe congelare il conflitto rendendo le due regioni suoi protettorati.

Sostenuti da Mosca, i separatisti dell’area avevano preso il controllo del territorio dell’Ucraina orientale dopo che le proteste pro-Occidente avevano deposto il presidente del Paese, Viktor Yanukovich, a febbraio 2014, e in seguito all’annessione della Crimea alla Russia, il mese successivo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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