Trump: no asilo per migranti che valicano la frontiera dal Messico

Pubblicato il 11 novembre 2018 alle 6:00 in Immigrazione USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha concretamente sospeso la concessione del diritto d’asilo ai migranti che valicano la frontiera USA-Messico illegalmente, nel tentativo di bloccare il viaggio di carovane affollate di migliaia di cittadini che dall’America Centrale si dirigono negli Stati Uniti.

L’ordine, impartito dal capo di Stato americano venerdì 9 novembre, è entrato ufficialmente in vigore nella successiva giornata di sabato 10. In base a tale direttiva, i migranti dovranno obbligatoriamente presentarsi presso uno dei blocchi di accesso al Paese designati per poter chiedere di ottenere asilo. I sostenitori e attivisti per i diritti degli immigrati si sono già presentati in massa ai tribunali per tentare di bloccare la nuova ordinanza di Trump, il quale, nella giornata di venerdì, ha riferito ai giornalisti: “Ho appena firmato la proclamazione sull’asilo… molto importante. Le persone possono entrare ma devono farlo attraverso i punti d’accesso”.

La notizia fa seguito a un nuovo pacchetto di regole, anch’esse atte a limitare il diritto all’asilo dei migranti, le quali erano già state annunciate dal presidente statunitense nella giornata di giovedì 9 novembre. Per impedire ai migranti che oltrepassano illegalmente la frontiera meridionale del Paese di presentare richiesta di asilo, giovedì l’amministrazione Trump ha invocato “poteri di sicurezza nazionale” al fine di proteggere gli Stati Uniti da una minaccia esterna. La decisione era stata anticipata dal leader della Casa Bianca già la settimana prima. Nello specifico, il Dipartimento per la Sicurezza del Paese e il Dipartimento di Giustizia hanno istituito che le nuove regole non si applicheranno a coloro che sono entrati, anche illegalmente, nel Paese prima della loro effettiva entrata in vigore ma, nel caso in cui tali individui dovessero uscire e rientrare negli USA, saranno anch’essi soggetti alle limitazioni.

Trump aveva fatto della lotta all’immigrazione clandestina il suo cavallo di battaglia in vista delle elezioni di metà mandato, che si sono svolte nella giornata di martedì 6 novembre. In tali circostanze, Trump aveva altresì promesso di dispiegare truppe lungo la frontiera con il Messico per fermare una carovana di migranti, per lo più di nazionalità honduregna, che erano in procinto di attraversare il Messico alla volta degli States. Così, il 31 ottobre, 5.200 soldati erano stati inviati al confine con il Messico per rafforzare le barriere, prima dell’arrivo della carovana formata da circa 4mila persone. In quanto alla situazione dei migranti a bordo della carovana, numerose centinaia di persone, venerdì 9 novembre, hanno ripreso la rotta verso nord dopo una sosta a Città del Messico, tuttora intenzionati a valicare il confine e chiedere asilo negli USA.

L’ordine del presidente Trump rimarrà in vigore per 90 giorni, oppure finché gli Stati Uniti non raggiungeranno un accordo ufficiale con il Messico. I diplomatici dei due Paesi hanno intrattenuto un dialogo durante tutto il corso del 2018, tuttavia sembra che non siano ancora stati raggiunti sostanziali risultati in materia migratoria. Il Ministero dell’Interno messicano non ha ancora commentato la nuova ordinanza statunitense.

L’American Civil Liberty Union (ACLU), ONG orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, ha definito tali regole “illegali”, poiché la legge americana stabilisce che gli individui hanno la possibilità di presentare una richiesta di asilo, qualsiasi sia il loro porto di entrata. “È illegale aggirare la legge con un decreto presidenziale”, ha affermato il direttore del progetto Immigrants’ Rights dell’UCLA. L’Immigrant and Nationalily Act, adottato nel 1952, prevede che “chiunque arrivi negli USA, al della legalità o meno del porto di entrata, può presentare domanda di asilo se ha la paura fondata di essere perseguitato per via di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un particolare gruppo sociale o politico”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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