Libia: Haftar e al-Serraj parteciperanno alla conferenza di Palermo

Pubblicato il 11 novembre 2018 alle 11:21 in Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le fazioni rivali della Libia e alcuni importanti rappresentanti internazionali si incontreranno lunedì 12 novembre a Palermo, mentre le Nazioni Unite portano avanti i loro tentativi di riprendere il processo politico nel Paese africano, al momento in stallo, cercando di organizzare le elezioni generali.

Al summit parteciperanno Fayez al-Serraj, capo del governo di Tripoli sostenuto dall’ONU, e il generale Khalifa Haftar, che controlla la parte orientale del Paese ed è basato a Tobruk. Il premier italiano, Giuseppe Conte, ospiterà altresì i delegati di Francia, Russia, Stati Uniti e altri rappresentanti regionali.

“I cittadini della Libia sono stanchi dell’avventurismo militare e di futili manovre politiche. È arrivata l’ora di dare a un gruppo più rappresentativo l’opportunità di incontrarsi su suolo libico, senza interferenze esterne, così da designare un percorso chiaro per uscire dall’attuale impasse” ha dichiarato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libia, Ghassan Salamé, parlando al Consiglio di Sicurezza a New York, giovedì 8 novembre. Tale processo dovrebbe portare a nuove elezioni parlamentari e presidenziali, più di 7 anni dopo la deposizione dell’ex leader Muammar Gheddafi.

A Palermo, Salamé cercherà di ottenere supporto per il suo piano a livello internazionale, consapevole che i programmi bellici della comunità internazionale hanno solamente esacerbato gli scontri interni tra tribù e milizie. Il summit italiano offrirà l’opportunità di discutere il piano delle Nazioni Unite più in dettaglio e di trattare altre problematiche chiave per la stabilizzazione della Libia, inclusa la creazione di una forza di polizia controllata dallo Stato e la redistribuzione delle ricchezze petrolifere. Arturo Varvelli, un analista dell’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano ed esperto della Libia, ha dichiarato che l’incontro di Palermo è considerato una conferenza “di servizio”, a sostegno del piano delle Nazioni Unite, volto a riprendere il controllo del processo di stabilizzazione libico e deciso a stabilire un arco temporale più realistico per le elezioni nel Paese africano.

Il nuovo piano dell’ONU, infatti, accantona l’iniziativa francese di portare la Libia al voto il 10 dicembre, idea che era stata accolta criticamente perché considerata frettolosa e poiché esclude una vasta gamma di attori libici. Varvelli ha dichiarato che, nel processo di pace, dovrebbero essere inclusi anche minoranze, leader tribali e le milizie che hanno contribuito a sconfiggere l’ISIS.

Secondo Aljazeera in lingua inglese, il summit sarà altresì un’opportunità per il premier Conte di riprendere il controllo dei negoziati, dopo che le fazioni libiche non hanno rispettato gli impegni presi durante l’incontro a Parigi, avvenuto a maggio. La Camera dei Rappresentanti di Tobruk, infatti, non è riuscita a produrre né una legge elettorale né una legislazione per tenere un referendum per una Costituzione provvisoria.

Sia l’Italia sia la Francia cercano da tempo di indirizzare il processo di pace in Libia, entrambe seguendo una agenda differente. Roma sostiene il governo di al-Serraj e le autorità supportate dall’ONU per fermare il flusso di migranti irregolari che arrivano sulle sue coste dalla Libia. Parigi, da parte sua, nonostante ufficialmente supporti i piani delle Nazioni Unite, tuttavia nel tempo si è impegnata in una campagna per legittimare il ruolo di Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico e nemico delle autorità di Tripoli, fornendogli sostegno finanziario, militare e di intelligence. Tuttavia, Italia e Francia non sono gli unici a essere coinvolti nella situazione: anche altre nazioni stanno cercando di influenzare la politica libica, tra le quali Russia, Egitto e gli Emirati Arabi Uniti.

Le condizioni economiche e di sicurezza della Libia, specialmente nella zona di Tripoli, sono disperate. L’impennata dei prezzi di carburante e beni di prima necessità, le violenze diffuse, le violazioni dei diritti umani, gli attacchi e i saccheggi degli edifici istituzionali alla mercé delle milizie hanno devastato la popolazione. Il peggioramento della crisi economica ha altresì esacerbato le relazioni tra il governo di Tripoli e la parte orientale del Paese, da dove Haftar ha più di una volta minacciato un imponente assalto alla capitale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.